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Catalfo: “Tutelare i diritti delle donne è un dovere di tutti. Non solo oggi, ma ogni giorno”

25 novembre 2020

Oggi è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Una giornata che ci ricorda un impegno comune, inderogabile, che dobbiamo assumerci tutti insieme, non solo oggi. L'impegno di garantire alle donne il pieno riconoscimento dei loro diritti, primo fra tutti quello a una vita libera dalle violenze.

In Italia c'è una forma di violenza che, nonostante la sua gravità e diffusione, continua a far poco notizia: quella dei ricatti sessuali che le donne subiscono sul posto di lavoro.

"Vuoi il lavoro?"

"Vuoi fare carriera?"

"Vuoi mantenere il posto?"

Domande che, troppo spesso, si traducono in veri e propri ricatti sessuali. Secondo l'Istat, infatti, oltre 1 milione e 173 mila lavoratrici ne sono state vittima almeno una volta nella vita. Eppure solo lo 0,7% di loro ha denunciato il fatto alle Forze dell'Ordine. Quasi nessuna. Tutto questo deve cambiare.

Da donna, oltre che da Ministro, voglio dire una cosa a tutte le donne che subiscono questo tipo di violenza: non abbiate paura di far sentire la vostra voce. Lo Stato c'è, ed è al vostro fianco.

Come Ministero del Lavoro e come Governo, con la legge di Bilancio mettiamo in campo una serie di misure per aiutare le donne ad entrare nel mondo del lavoro e per realizzarsi professionalmente, come lo sgravio contributivo del 100% per le aziende che assumono donne disoccupate al Sud e per quelle del resto d'Italia che assumono donne disoccupate da almeno 24 mesi. Inoltre, con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, istituiamo presso il MiSE il Fondo a sostegno dell'Impresa femminile che prevede contributi a fondo perduto per avviare imprese femminili o programmi di formazione e orientamento professionale.

A questo, si aggiungono una serie di interventi in favore della genitorialità - che non deve essere un ostacolo bensì un valore per le donne lavoratrici - come l'assegno unico universale per le famiglie, l'aumento dei fondi per gli asili nido e la proroga dell'assegno di natalità e dei 7 giorni di congedo di paternità.

Con questo primo passo, apriamo la strada al piano di investimenti dedicato all'empowerment femminile che vedrà la sua piena realizzazione con il Recovery Fund e per il quale ho chiesto risorse per 2,4 miliardi di euro. Dobbiamo, infatti, puntare con determinazione sul miglioramento della conciliazione vita-lavoro (soprattutto attraverso il potenziamento dei servizi all'infanzia), sulla lotta al part-time involontario e sull'acquisizione di nuove competenze, specialmente in ambito STEM.

Tutelare i diritti delle donne è un dovere di tutti. Non solo oggi, ma ogni giorno.