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Sostituzioni di maternità in RAI: la Consigliera Nazionale di Parità ha incontrato azienda e sindacati

29 settembre 2016

Si è svolto a Roma l'incontro fra Francesca Bagni Cipriani, Consigliera Nazionale di Parità, Paolo Galletti, responsabile delle risorse umane della RAI, Alessandra Mancuso, presidente della Commissione Pari opportunità FNSI, Lidia Galeazzi, rappresentante dell'esecutivo Usigrai e Roberta Balzotti, rappresentante del CPO Usigrai.

L'incontro è avvenuto in seguito alla segnalazione delle rappresentanze sindacali FNSI e Usigrai circa il mancato ricorso, da parte dell'azienda RAI, alle "sostituzioni di maternità" previste nel Contratto Nazionale del Lavoro Giornalistico che, al suo art.3, richiama esplicitamente il D.Lgs. n. 151.

Purtroppo, a differenza della consolidata prassi del passato, a causa dell'esaurimento dei bacini di giornalisti a tempo determinato cui attingere per le sostituzioni di maternità, l'azienda non ha più operato in tale direzione.

La preoccupazione deriva dal denunciato disagio delle redazioni, soprattutto quelle più piccole, che si trovano a dover gestire l'assenza delle colleghe con maggior carico di lavoro, ma anche del probabile disagio delle colleghe in maternità che non possono essere serene nella decisione di proseguire o meno l'astensione facoltativa, sapendo di creare un disagio alle colleghe e ai colleghi rimasti.

Il tema della maternità, nel nostro paese ha assunto importanza e dimensione allarmante, in ragione delle recenti stime del calo demografico associato a un tasso di occupazione femminile che rimane ancora molto distante dalla media europea.

È quindi particolarmente importante che le nostre aziende, soprattutto le più grandi e significative, dimostrino senso di responsabilità e impegno nella realizzazione di buone pratiche aziendali.

Il dottor Galletti ha dato ampia disponibilità a impegnarsi per la realizzazione di comportamenti virtuosi dell'azienda non solo su questi temi, ma anche per combattere stereotipi di genere radicati ancora troppo diffusamente nella cultura del nostro paese.

È in questo scenario d'impegno che ha affermato di non essere pregiudizialmente contrario a utilizzare la prassi delle "sostituzioni di maternità", ma di ritenere che tale decisione debba essere preceduta da un'attenta verifica di tutte le possibili soluzioni organizzative.

L'incontro si è concluso con un reciproco impegno a successive e periodiche verifiche dei risultati attesi.