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Decreto Dignità, dichiarazione del Sottosegretario al Lavoro Claudio Cominardi

17 giugno 2019

"Il Decreto Dignità funziona benissimo e sono i dati a dimostrarlo. Un allentamento dei vincoli sulle causali rappresenterebbe un grave arretramento sul fronte della tutela dei lavoratori. No dunque a un ripristino di quelle condizioni che per anni hanno alimentato il precariato".

Il Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali Claudio Cominardi risponde così alle notizie e alle dichiarazioni circolate in queste ore sulla stampa e relative a una eventuale modifica del d.l. 87/2018 attraverso una proposta di legge attualmente depositata alla Camera ma della quale non si conoscono ancora i contenuti.

"Nonostante l'effetto stagnazione che la crisi dell'economia mondiale ha generato anche nel nostro Paese, la disoccupazione non è aumentata e i contratti a tempo indeterminato continuano a crescere. Anche l'ultimo report dell'Osservatorio sul precariato dell'INPS ha dimostrato che nel I trimestre del 2019, rispetto al I trimestre 2018, i contratti a tempo indeterminato e i contratti di apprendistato sono aumentati notevolmente, registrando un +75% di trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato: da 125mila a 219mila. Nello stesso periodo dell'anno, il saldo tra attivazioni e cessazioni di contratti stabili è stato di +241mila contro il +106mila dell'anno precedente (+126%). Parallelamente, sono calati i rapporti di lavoro in somministrazione e le cessazioni alla scadenza dei contratti a termine".

"Il problema - afferma Cominardi - non è rappresentato dalle causali, che rappresentano la ragion d'essere del contratto e che il Decreto Dignità ha regolato allineandone i criteri di applicazione a quelli dei Paesi europei più avanzati. Peraltro i dati non descrivono nemmeno un 'eccesso di turn over'. Più sensata sarebbe, in ogni caso, l'introduzione del diritto di precedenza per i lavoratori in servizio".