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Dichiarazione della Consigliera Nazionale di Parità, Francesca Bagni Cipriani

25 gennaio 2018

Dichiarazione della Consigliera Nazionale di Parità, Francesca Bagni Cipriani:

"La stampa di questi giorni ci consegna importanti informazioni sul problema dei differenziali salariali fra uomini e donne nel mondo del lavoro.

Argomento che fa riemergere problemi mai sopiti e che non hanno mai avuto risposte esaurienti.

Quello che offende di più però è la facilità con la quale alcuni giornalisti, mi riferisco all'articolo di Vittorio Feltri apparso su "Libero" del 21 gennaio scorso, propongono una lettura del problema che risale ad una cultura antica che pensavamo ormai superata almeno nella interpretazione.

Anni di battaglie faticosamente portate avanti, per il riconoscimento del valore della maternità e paternità, liquidate da una superficiale considerazione di caratteristica genetica che condanna senza appello a una condizione di vita che conserva solo la scelta della rinuncia o meno alla maternità al momento di entrare nel mondo del lavoro. Senza considerare che in questi difficili anni di crisi economica nei quali si sono ristretti drasticamente i servizi alla persona, il ruolo di sostegno a queste problematiche è stato svolto prevalentemente dalle donne.

Considerazioni che dimenticano lo straordinario contributo che le donne hanno dato e continuano a dare al mondo del lavoro, a quello della cultura, della ricerca, dell'arte e del pensiero in generale.

Le donne si laureano di più e meglio degli uomini, e in particolare nelle materie scientifiche, dando prova per l'ennesima volta di avere capito da che parte va il mondo. Gli ultimi dati presentati dal CNEL il 6 dicembre 2017 dicono che in Italia la quota femminile tra i laureati in scienze, matematica e informatica è del 53% contro una media OCSE del 39%. È quindi un importantissimo bagaglio di competenze miste a grandi capacità umane che hanno bisogno di essere valorizzate, utilizzate, promosse, incentivate come un patrimonio prezioso di cui non si può e non si deve fare a meno.

Il Paese si sta riprendendo e ha bisogno di queste nuove competenze e della loro evidente potenzialità.

Non si può accettare un atteggiamento, e questo lo dico non solo per il giornalista, ma per tutti, di rinuncia a fare scelte che possano contribuire a cambiare la condizione del mercato del lavoro che ci viene rappresentata.

Noi Consigliere, che tutti i giorni affrontiamo insieme con le lavoratrici le difficili situazioni nelle quali continuamente si trovano a dover trovare soluzioni di equilibrio fra la vita lavorative e quella familiare, pensiamo che invece si possa, anzi si debba, mettere al centro dell'agenda politica tutti gli interventi possibili a determinare un cambiamento di rotta".