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Orlando incontra la ministra per il Commercio Estero della Svezia, Anna Hallberg

19 ottobre 2021

"Sappiamo che in Svezia c'è una forte tradizione di contrattazione collettiva che ha valorizzato il ruolo dei sindacati e il potere di acquisto dei lavoratori. Non avere, però, una cornice per salari minimi in Europa significa subire un dumping salariale che l'Unione Europea ha visto crescere in questi anni e che l'Italia paga particolarmente in termini di delocalizzazioni di imprese".
Lo ha detto oggi il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, durante il colloquio bilaterale con la ministra per il Commercio Estero e gli Affari Nordici della Svezia, Anna Hallberg, chiedendo che il suo Paese faccia un passo nella direzione di una mediazione sul tema del salario minimo, per consentire che si arrivi a una direttiva europea.

"Noi siamo per sostenere una linea che tenga conto anche della posizione della Svezia - ha continuato il ministro - distinguendo i vari Paesi, creando delle regole che siano adatte anche ai paesi dove c'è una contrattazione più forte, però non crediamo che si possa arrivare a una direttiva che non sia direttamente applicabile negli ordinamenti interni.
Per questo chiediamo alla Svezia di fare un passo a favore dell'approvazione di una direttiva - ha concluso Orlando - perché altrimenti il rischio è che in questo vuoto legislativo, alcuni paesi che non hanno né sindacato forte né salario minimo comprimano eccessivamente i diritti dei lavoratori con effetti negativi anche sui lavoratori dei Paesi concorrenti. Il salario minimo, in un quadro europeo, può integrare la contrattazione".