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Comitato di monitoraggio

Funzioni del Comitato

L'Italia esercita la presidenza Comitato di monitoraggio per il 2022 e la decisione è stata ufficializzata nel corso dell'incontro di Cascais del 13 luglio 2021, sotto presidenza portoghese prendendo il testimone proprio dal Portogallo. 

Le funzioni del Comitato sono:

1. Compilare relazioni, proposte, consultazioni e studi relativi all'economia sociale.

2. Stabilire le priorità dell'economia sociale tra gli Stati firmatari.

3. Promuovere l'inclusione dell'economia sociale come parte della strategia di modernizzazione del mercato unico.

4. Promuovere il sostegno europeo alle imprese dell'economia sociale, rafforzandole  e integrandole in programmi, progetti, fondi e altri strumenti di sostegno finanziario.

5. Aiutare a sviluppare un ecosistema finanziario adeguato, in grado di fornire un sostegno efficace all'economia sociale e all'innovazione sociale.

6. Promuovere l'adozione diffusa di iniziative e buone pratiche di economia sociale che funzionino efficacemente in altri territori e settori.

7. Incoraggiare incontri regolari ad alto livello dei rappresentanti politici nel campo dell'economia sociale in tutti gli Stati membri dell'UE, gettando le basi per una cooperazione rafforzata.

8. Promuovere la collaborazione con i principali attori pubblici e privati dell'economia sociale


Gli obiettivi del Comitato

Con la Dichiarazione di Lussemburgo del 2015, gli Stati membri dell'UE firmatari hanno assunto l'impegno di valorizzare l'economia sociale quale pilastro per economie forti, inclusive e resilienti. Negli anni successivi, questo impegno è stato ribadito in varie occasioni e l'Italia è sempre stata in prima linea nella difesa di quei principi.

Il nostro Paese, tra l'altro - come ha sottolineato il ministro Orlando - con la riforma del Terzo Settore ha già compiuto un passo importante per rafforzarlo e inserirlo a pieno titolo nel mondo produttivo italiano. La pandemia ha ulteriormente dimostrato il fondamentale contributo dell'economia sociale nel fronteggiare la crisi sanitaria, sociale ed economica, e ha reso il nostro sforzo per sostenere il settore ancora più convinto e attivo.

Nel 2022 l'Italia porterà all'attenzione del dibattito, tra le altre cose, il tema dell'inserimento di criteri sociali nel public procurement, nonché lo sviluppo di relazioni con le realtà dell'economia sociale, basate sulla collaborazione nella pianificazione, nel disegno e nell'esecuzione dei servizi e degli interventi. Il tutto, nella consapevolezza del grande valore dello sviluppo di un autentico dialogo sociale.

Il ruolo dell'Italia si inserirà all'interno di un lavoro importante e positivo che porterà al lancio del Piano d'Azione per l'economia sociale della Commissione, previsto in autunno.