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La prima riforma del cinque per mille (2016)

12 maggio 2017

​Sono molte e importanti le novità introdotte con il DPCM del 7 luglio 2016 previsto dalla Legge di Stabilità 2015 (Legge del 23 dicembre 2014, n 190, articolo 1, comma 154).

Il primo importante cambiamento riguarda proprio il finanziamento del contributo che con la Legge di Stabilità del 2015 è stato stabilizzato, ossia reso certo ogni anno, dal contributo del 2014, e le sue risorse sono state aumentate da 400 a 500 milioni di euro l'anno.

Ma la novità principale del 2017 riguarda la semplificazione delle modalità di presentazione della domanda di iscrizione al 5 per mille. Infatti, è stato istituito un apposito elenco degli enti iscritti al beneficio, che viene aggiornato, integrato e pubblicato sul sito dell'Agenzia delle Entrate, entro il 31 marzo di ciascun anno. Gli enti iscritti in tal elenco, e ancora in possesso dei requisiti per l'accesso al beneficio, non dovranno più presentare la domanda di iscrizione al riparto della quota del 5 per mille e la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà. L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito la circolare n. 5 del 31 marzo 2017 con la quale sono rappresentate le novità che riguardano l'iscrizione al contributo e sono disciplinate le modalità con le quali comunicare eventuali errori o variazioni intervenute, con particolare riguardo alla variazione del legale rappresentante la cui mancata comunicazione comporta la revoca dell'iscrizione.

Gli enti non inseriti nell'elenco pubblicato entro il 31 marzo che intendono accedere al contributo, sono tenuti a presentare domanda d'iscrizione con le modalità pubblicate sul sito dell'Agenzia delle Entrate nella sezione di ciascun anno di beneficio del 5 per mille.

E' importante evidenziare che l'inserimento nell'elenco vale ai fini della sola iscrizione dell'ente al riparto del cinque per mille, ma non anche quale ammissione al beneficio. Pertanto permane l'ordinaria attività di controllo svolta dall'Agenzia delle Entrate e la conseguente pubblicazione degli elenchi degli enti ammessi e di quelli esclusi dal contributo di ciascun anno.

La terza importante novità riguarda le Amministrazioni erogatrici – quali il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero della Salute, ecc. – che sono tenute a pubblicare sul proprio sito web l'elenco dei soggetti e l'importo del contributo a loro erogato.

Un'ulteriore modifica è stata apportata alla fase finale del procedimento, quella di rendicontazione delle spese. Infatti, al fine di assicurare massima trasparenza ed efficacia nell'utilizzazione di ciascun beneficiario della propria quota del cinque per mille, sono state previste le informazioni minime, comuni a tutte le Amministrazioni erogatrici, da utilizzare per la redazione del rendiconto e le modalità per la loro pubblicazione.

Si ricorda che tutti gli enti che hanno percepito il contributo sono tenuti a compilare il rendiconto predisposto dall'Amministrazione che l'ha erogato, ma solo coloro che hanno ricevuto importi superiori o uguali a 20 mila euro devono anche trasmettere tale rendiconto all'Amministrazione di riferimento. Tale Amministrazione è tenuta alla pubblicazione di tale rendiconto sul proprio sito web.

Infine, sono state meglio chiarite le modalità di recupero parziale o totale del contributo del cinque per mille non utilizzato o impiegato per finalità diverse da quelle perseguite istituzionalmente dal soggetto beneficiario.