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Integrazione Rom, Sinti e Caminanti

Il Progetto Nazionale per l’inclusione e l’integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti è nato nel 2013 nella cornice della legge 285 attraverso un percorso condiviso assieme alle Città Riservatarie. Promotore del Progetto è il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS) in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca (MIUR) e l’Istituto degli Innocenti, che ne ha curato, fin dal suo inizio, l’assistenza tecnico scientifica. 

Le finalità del Progetto sono state: favorire processi di inclusione dei bambini RSC;  costruire una rete di collaborazione tra le città riservatarie (ex Lege 285); promuovere la disseminazione di buone prassi di lavoro e di saperi. 

In concomitanza con l’anno scolastico 2015/16 si è svolta la terza annualità sperimentale del Progetto.  Operativamente anche nella terza annualità, il progetto ha previsto una serie di azioni concentrate nei due ambiti di vita dei bambini e adolescenti RSC: la scuola e il contesto abitativo, confermando l’idea‐guida che scuola e famiglia siano centrali e imprescindibili nel definire il percorso di inclusione dei bambini e degli adolescenti. In particolare l’iniziativa nella scuola mira a promuovere un contesto accogliente e cooperativo favorevole ad includere tutti e tutti i bambini, non solo le minoranze rom e sinti.

In questo terzo anno di attività le città coinvolte sono state 12: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia.  Hanno partecipato 39 scuole (per 42 plessi) per un totale di 139 classi di cui: 28 scuole primarie con 115 classi; 11 scuole secondarie di I grado con 24 classi. Dei circa 3.000 alunni coinvolti, oltre 300 sono i bambini RSC, 61 dei quali presenti fin dall’inizio del progetto. 

La progettualità è certamente cresciuta in questi tre anni, dal 2013 al 2016. Anche se le città coinvolte sono passate da 13 a 12, l’incremento percentuale di classi e alunni – RSC e non – è stato significativo. Dalla prima alla terza annualità, infatti, sono più che raddoppiati i bambini target RSC e triplicate le classi coinvolte.

Tra gli esiti positivi della prima triennalità sperimentale vi sono il forte rafforzamento (e ampliamento) delle rete progettuale dei servizi a livello locale – scuole, servizi sociali e terzo settore -  e la maggiore frequenza scolastica dei bambini RSC coinvolti. 

A partire dal 2017 il Progetto per l’inclusione e l’integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti è finanziato e promosso nel quadro delle azioni del PON Inclusione

Per approfondimenti sul progetto sperimentale – ex Lege 285 vedi Report finale della terza annualità