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Minorenni fuori dalla famiglia di origine

In Italia è garantito il diritto di ogni bambino a vivere nella propria famiglia. Per la realizzazione di questo diritto la legge fissa cinque principi cardine:

  1. il nucleo familiare in difficoltà deve essere supportato con interventi idonei ad evitare l'allontanamento dei minori;
  2. quando è temporaneamente impossibile per il bambino vivere nella sua famiglia d'origine, l'ordinamento italiano predispone lo strumento dell'affidamento familiare, quale breve parentesi di vita al di fuori del contesto familiare di provenienza, che consente al minore un percorso di crescita sereno in grado di assicurargli il mantenimento, l'educazione, l'istruzione e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno, senza spezzare il legame con la famiglia d'origine;
  3. ove non sia possibile ricorrere all'affidamento familiare è consentito l'inserimento del minore in una comunità di tipo familiare;
  4. subordinatamente al fatto che sul territorio non siano presenti strutture di tipo familiare, è possibile la collocazione in un istituto di assistenza pubblico o privato, che abbia sede preferibilmente nel luogo più vicino a quello in cui stabilmente risiede il nucleo familiare di provenienza. Per i minori di età inferiore a sei anni l'inserimento può avvenire solo presso una comunità di tipo familiare;
  5. quando è definitivamente impossibile per il bambino vivere nella sua famiglia d'origine, lo strumento a disposizione è quello dell'adozione legittimante, che spezza il legame affettivo e giuridico con la famiglia biologica e lo sostituisce con un nuovo legame con la cd. famiglia sociale: la famiglia adottiva.

Lo spirito della legge, oltre a voler garantire principalmente la permanenza del bambino nella sua famiglia di origine, mira a fare in modo che l'esperienza dell'affidamento sia protesa al recupero di quel legame ed al reinserimento del bambino nella sua famiglia nel più breve tempo possibile, una volta risolti i problemi di inidoneità temporanea.

Linee d'indirizzo per l'affidamento familiare
Le Linee di indirizzo per l'affidamento familiare si inseriscono nel progetto nazionale Un percorso nell'affido, attivato nel 2008 da questo Ministero in collaborazione con il Coordinamento Nazionale Servizi Affido, il Dipartimento per le Politiche della famiglia, la Conferenza delle Regioni e Province autonome, l'UPI, l'ANCI e il Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza.
Sono state approvate il 25 ottobre 2012 dalla Conferenza unificata Governo-Regioni-Province autonome.
La struttura di indice è suddivisa per tre macroaree:

  • i soggetti e il contesto;
  • le caratteristiche e le condizioni per l'affidamento familiare;
  • il percorso di affido.

I temi affrontati trattano in maniera trasversale l'organizzazione dei servizi, gli strumenti e i rapporti con l'autorità giudiziaria.
Il primo capitolo pone particolare attenzione alla definizione di affidamento familiare e all'individuazione dei soggetti coinvolti, in quanto ogni affido nasce ed è reso possibile dal coinvolgimento di più attori, ciascuno dei quali svolge un ruolo preciso all'interno del progetto: il bambino e la sua famiglia di origine, la famiglia affidataria, le associazioni e le reti di famiglie, il territorio.

Il secondo capitolo descrive le caratteristiche dell'istituto dell'affidamento familiare e le diverse tipologie di affido, in quanto le differenti condizioni e situazioni dei minori e delle loro famiglie in gravi difficoltà rendono non solo opportuno ma anche necessario prevedere una pluralità di forme di affidamento al fine di rispondere in modo eterogeneo, flessibile e modulare ai bisogni diversi e in evoluzione.

Il terzo capitolo focalizza l'attenzione sul percorso di affido a partire dalla promozione e dall'informazione che hanno l'obiettivo di stimolare e far maturare nuove risorse familiari disponibili a realizzare progetti di affidamento familiare e di ampliare la consapevolezza e la conoscenza rispetto a cosa sia esattamente questo istituto e su come funzioni.

Linee di indirizzo per l'affidamento familiare
Sintesi linee indirizzo affidamento familiare
Slide 

In continuità con le Linee di indirizzo, a gennaio 2014 è stato redatto il Sussidiario per operatori e famiglie, che ne rappresenta uno degli strumenti attuativi più validi. Il Sussidiario si propone come una guida operativa sui percorsi legati all'affidamento, una sorta di vademecum per coloro che operano nei diversi sistemi di servizi che si occupano di affido e anche delle famiglie e di tutto il vasto mondo degli affidatari, allo scopo di inquadrare in maniera chiara e il più possibile esaustiva i nuclei tematici individuati nelle Linee di indirizzo.


TAVOLO DI COORDINAMENTO Linee Guida sulle Comunità

Avviato il 6 marzo 2015, il Tavolo di confronto sulle comunità per minori ha il mandato specifico di creare delle linee di indirizzo per regolamentare le suddette strutture, tenendo conto del ruolo delle Regioni, che al momento si occupano della programmazione, e dei Comuni che gestiscono tali strutture.

L'obiettivo generale delle linee di indirizzo è stabilire dei criteri comuni a livello nazionale, da cui far discendere le regolamentazioni delle comunità  e quello di essere utilizzato da tutti gli attori istituzionali coinvolti nella regolamentazione e nel monitoraggio.

Al Tavolo, presieduto dal Direttore Generale per l'inclusione e le politiche sociali, partecipano anche il dirigente della D.G. inclusione e politiche sociali, il dirigente della D. G. immigrazione e politiche per l'integrazione, un referente dell'Anci, un rappresentante dell'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza e anche i referenti di sette Regioni (Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia).

 
Dati sui bambini e gli adolescenti fuori dalla famiglia di origine

E' stato pubblicato a dicembre 2014 il report annuale sui bambini e gli adolescenti fuori dalla famiglia di origine. In continuità con le precedenti edizioni, il report fornisce un quadro sintetico al 31 dicembre 2012, di livello regionale e nazionale, sulla dimensione quantitativa dell'accoglienza in affidamento familiare e nei servizi residenziali, sulle principali evidenze riferite alle caratteristiche degli accolti e sulla rete dei servizi residenziali presenti sul territorio. Si tratta complessivamente di un patrimonio informativo che attraverso la fattiva collaborazione delle Regioni e delle Province autonome ha permesso e permette di tenere aggiornata la conoscenza su uno dei fenomeni più discussi e dibattuti nell'ambito della cura e della prevenzione del disagio tra i bambini e i ragazzi e di supportare le politiche di settore. Il report è stato curato da Enrico Moretti e Elisa Gaballo dell'Istituto degli Innocenti di Firenze.


 

Studi e Statistiche

  • Quaderni Ricerca Sociale  n. 31 - Bambini e adolescenti fuori dalla famiglia di origine in affidamento familiare. Quadro sintetico al 31 dicembre 2012, pubblicato a dicembre 2014


L'Ufficio che se ne occupa

Direzione Generale per l'inclusione e le politiche sociali

Divisione III - ISEE e prestazioni sociali agevolate. Politiche per l'infanzia e l'adolescenza