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Controlli Anagrafici

I controlli dei requisiti di residenza, soggiorno e composizione del nucleo familiare dei richiedenti il Reddito di cittadinanza spettano al Comune di residenza indicato dal richiedente medesimo nel momento di presentazione della domanda.

A tal fine, i Comuni possono utilizzare specifiche funzionalità della Piattaforma GePI, meglio descritte nella Nota n. 102 del 10 gennaio 2020. Tramite GePI è anche possibile segnalare all'Inps i casi in cui, a seguito dei controlli, viene verificata la mancanza di tali requisiti, ai fini della disposizione della decadenza dal beneficio.

Controlli dei requisiti di residenza

Com'è noto, è possibile richiedere il Reddito di cittadinanza solo dopo aver risieduto in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo. I requisiti devono essere posseduti dal componente il nucleo familiare che richiede il beneficio, non è necessario siano posseduti da tutti componenti.

I requisiti di residenza sono riferiti all'intero territorio nazionale e pertanto il loro accertamento richiede, in alcuni casi, la collaborazione tra i diversi Comuni nei quali il beneficiario ha risieduto.

Il Comune di residenza indicato nella domanda procede attraverso la Piattaforma GePI, a regime entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio, all'indicazione dei periodi di residenza del beneficiario nel proprio territorio.

Se il requisito di residenza è posseduto parzialmente, il Comune di residenza al momento della domanda indica il Comune di provenienza, la data di iscrizione nei propri elenchi anagrafici ed eventuali periodi precedenti di iscrizione, indicando data di inizio e di fine di ogni periodo. La Piattaforma GePI rende disponibili le informazioni al Comune di provenienza, che indica in piattaforma le analoghe informazioni entro 20 giorni. Le informazioni sono rese disponibili ai Comuni di precedente provenienza fino al completamento dei periodi di residenza necessari per soddisfare i requisiti.

Qualora, in qualunque momento, non sia possibile individuare il Comune di precedente residenza, ai fini del controllo del requisito dei 10 anni, il Comune che ha in carico il controllo potrà assegnare la verifica al Comune di nascita del beneficiario, se nato in Italia. Rientra in questo ambito anche il caso di richiedenti che risultino sconosciuti all'anagrafe del Comune indicato nella domanda.

Nell'impossibilità di ricostruire il possesso dei requisiti di residenza, il Comune entro 30 giorni convoca l'interessato per acquisire le informazioni necessarie.

Controlli dei requisiti di soggiorno

Possono richiedere il Reddito di cittadinanza anche i cittadini di Paesi terzi purché siano in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo oppure siano familiari di un cittadino italiano o comunitario e siano in possesso del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente.

I controlli sul possesso dei requisiti di soggiorno sono effettuati dai Comuni entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio. Nel caso di impedimenti alla verifica negli archivi accessibili dal Comune e di necessità di effettuare le verifiche mediante convocazione dell'interessato, il termine è esteso a 45 giorni.

Con riferimento ai requisiti di soggiorno, nel caso di familiare di cittadino comunitario, per il quale quindi non è richiesto il permesso di lungo soggiorno, qualora il titolo di soggiorno presente nell'archivio anagrafico del Comune risulti scaduto, prima di procedere alla segnalazione all'INPS per la decadenza dal beneficio è necessario accertarsi che non sia stato rinnovato.

Controlli della composizione del nucleo familiare

Il nucleo familiare auto-dichiarato nella DSU, definito ai sensi della normativa ISEE, è generalmente costituito dai soggetti che compongono la famiglia anagrafica alla data di presentazione della DSU, salvo eccezioni previste dalla normativa ISEE. Salvo casi particolari, i coniugi ed i figli minori, anche se non conviventi, fanno parte dello stesso nucleo e a questi soggetti devono essere aggiunte le altre persone presenti sullo stato di famiglia. Gli unici altri soggetti non inclusi nello stato di famiglia che possono essere ordinariamente aggregati sono i figli maggiorenni di età inferiore a 26 anni, non conviventi, se a carico fiscale dei genitori, se non sono coniugati e non hanno figli. Informazioni di dettaglio sulla composizione del nucleo ai fini ISEE sono fornite dalle Istruzioni per la compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) - anno 2020.

I Comuni sono responsabili dei controlli e delle verifiche anagrafiche, che realizzano attraverso l'incrocio delle informazioni dichiarate ai fini ISEE con quelle disponibili presso gli uffici anagrafici e quelle raccolte dai servizi sociali.

A tal fine, devono adottare un Piano di verifiche sostanziali e controlli anagrafici sulla composizione del nucleo familiare dichiarato ai fini ISEE per una quota non inferiore al 5% del beneficiari. Il Piano individua le modalità di incrocio delle informazioni dichiarate ai fini ISEE con quelle disponibili presso gli uffici anagrafe e quelle raccolte dai servizi sociali e ogni altra informazione utile per individuare omissioni o difformità rispetto alla reale composizione del nucleo familiare.

L'esito delle verifiche è messo a disposizione dell'INPS entro 10 giorni lavorativi mediante la Piattaforma GePI.

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