Home / Temi e priorità / Infanzia e adolescenza / Focus on / Piano di azione

Piano di azione

​​Il Piano di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva è uno strumento di indirizzo che risponde agli impegni assunti dall'Italia per dare attuazione ai contenuti della Convenzione sui diritti del fanciullo, sottoscritta a New York il 20 novembre 1989 e ai suoi Protocolli opzionali.

In particolare l'art. 4 della Convenzione, ratificata in Italia con la Legge n. 176 del 27 maggio 1991, prevede che gli Stati prendano tutte le iniziative utili sul piano legislativo e amministrativo per implementare i diritti stabiliti nella Convenzione e nei Protocolli, questi ultimi ratificati con la Legge n. 46 del 11 marzo 2002.

Il Piano di azione, quale strumento programmatico e di indirizzo, e il suo monitoraggio, quale modalità imprescindibile per un controllo efficace dei progressi raggiunti e per la verifica dell'impatto delle politiche adottate a favore dei bambini, si collocano a pieno titolo tra gli adempimenti degli impegni assunti dall'Italia anche a livello sovranazionale.

I contenuti evidenziati di volta in volta nei diversi Piani di azione rim​andano esplicitamente ai principi enunciati nella Convenzione, che costituiscono perciò la cornice più ampia entro cui le direttive del Piano si pongono per fissare le priorità di ogni biennio.

Questi principi vengono spesso riassunti nello schema delle tre "P", cioè provision, protection e promotion: 

  • i provision rights sono quelli che si ri​feriscono all'accesso a servizi o beni materiali e immateriali (es. il diritto all'educazione o il diritto alla salute);
  • i protection rights, diritti che prevedono la protezione da situazioni di rischio, danno e pericolo (es. abuso e maltrattamento);
  • i participation (o promotion) rights sono i diritti che riconoscono il ruolo attivo del bambino come agente di cambiamento e portatore di idee e opinioni che devono essere prese sul serio.

Attorno a questi tre principi trasversali si articolano i contenuti del Piano d'azione, che viene predisposto dall'Osservatorio Nazionale e proposto al Consiglio dei ministri e ​dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali con delega alle politiche per la famiglia, ed è adottato con decreto dal Presidente della Repubblica.

Il percorso di stesura del IV Piano di Azione ha impegnato Amministrazioni, enti ed esperti dell'Osservatorio. E' stato approvato dall'Osservatorio il 28 luglio 2015, ha ottenuto il parere dell'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri l'11 agosto 2016 ed è stato adottato definitivamente con Decreto del Presidente della Repubblica il 31 agosto 2016.

Il Piano ha inteso valorizzare le indicazioni deriva​nti dalle Osservazioni conclusive all'Italia da parte del Comitato Onu sui diritti del fanciullo - oltre al monitoraggio del 7° e 8° report della CRC - gli esiti del monitoraggio del Terzo Piano di azione e le priorità tematiche delineatesi nel corso della IV Conferenza nazionale sull'infanzia e l'adolescenza tenutasi a Bari il 27 e 28 marzo 2014, le recenti Raccomandazioni della Commissione Parlamentare per l'infanzia contenute nel documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulla povertà e sul disagio minorile e il Piano nazionale di prevenzione e contrasto dell'abus​o e dello sfruttamento sessuale dei minori 2015 - 2017.

In considerazione dei contributi citati e del quadro socioeconomico attuale del Paese, nel IV Piano di azione sono state individuate le priorità tematiche nelle quattro seguenti direttrici:

  1. Linee di azione a contrasto della povertà dei bambini e delle famiglie
  2. Servizi socio educativi per la prima infanzia e qualità del sistema ​scolastico
  3. Strategie e interventi per l'integrazione scolastica e sociale
  4. ​Sostegno alla genitorialità, sistema integrato dei servizi e sistema dell'accoglienza.

L'aspetto innovativo di questo IV Piano di azione è la forte integrazione tra Amministrazione centrale, Regioni ed enti locali ad un livello sia politico sia tecnico, anche attraverso la costituzione di un Coordinamento tecnico-scientifico composto da membri dell'Osservatorio rappresentanti le Regioni, l'Anci e da realtà non appartenenti ad Amministrazioni pubbliche.

Il risultato finale è un documento che valorizza le diverse prospettive di governo, integra risorse ed esperienze, e modula il Piano in relazione a obiettivi verificabili a livello centrale e decentrato.​

Nell'ottica di rendere i contenuti del Piano più accessibili ai bambini e ai ragazzi per promuoverne la partecipazione e l'ascolto, è stata realizzata la pubblicazione "Piano nazionale d'azione per le bambine, i bambini, le ragazze e i ragazzi".

Alla parte introduttiva, che spiega che cos'è e come funziona il Piano d'azione, segue una parte centrale che illustra i contenuti del IV Piano adottato lo scorso 31 agosto e una parte finale che approfondisce, in maniera semplice e chiara, alcuni temi richiamati nel documento: l'affidamento familiare, la comunità familiare, l'adozione, la povertà, i bambini rom, sinti e caminanti, la cooperazione allo sviluppo, l'integrazione, la cittadinanza italiana, i servizi che offrono aiuto ai genitori.