L’associazione “L’Albero di Zaccheo” che conta all’incirca una settantina di soci, più di 14 anni fa ha deciso di intraprendere una particolare missione, ovvero la ricostruzione di un immobile andato in disuso di proprietà della Regione autonoma Valle d’Aosta, una vecchia colonia del Comune di Collegno, che si chiamava “La Baita”, abbandonata da anni e che per noi è Casa Zaccheo. L’associazione è subcomodataria (atto del 17/12/2011) del complesso immobiliare trasferito in comodato d’uso gratuito per 90 anni dalla Regione Autonoma alla Diocesi di Aosta (DGR 31/03/2011) con atto del 10/05/2011.
Casa Zaccheo è destinata a diventare una casa per ferie (prevede anche camere attrezzate per ospitare persone con disabilità grave), ma non solo: accanto all’attività di accoglienza turistica extra-alberghiera (importante garanzia di auto-sostentamento economico) ce ne sarà una di tipo non-profit, di utilità sociale. Infatti, alcuni alloggi saranno destinati a ospitare progetti di affiancamento familiare anche in forme di semi-residenzialità per cui potranno alloggiare famiglie con minori in situazione di temporanea difficoltà, anche segnalate dai servizi sociali, per fare vita comunitaria, nel quotidiano, secondo lo stile del “fare famiglia insieme”. Siamo convinti che le famiglie per vivere bene abbiano bisogno non solo di servizi, ma di altre famiglie, per guardare al futuro con ottimismo e costruire un nuovo clima di fiducia sociale. L'associazione si è autofinanziata per la realizzazione del progetto architettonico. E’ stato rilasciato recentemente il permesso di costruire (29/9/23) e adesso tutto è pronto per affrontare la sfida della ricostruzione. Anche la ricostruzione avverrà secondo logiche di riqualificazione e rigenerazione del territorio e dell'ambiente, ma anche umana: Casa Zaccheo diventerà un crocevia tra le generazioni, un luogo privilegiato di recupero e promozione dei giovani, attraverso la trasmissione dei mestieri del settore edile e ospiterà progetti di inclusione attraverso la modalità del cantiere scuola e una collaborazione con la Casa Circondariale di Brissogne per l'impiego di personale in regime di detenzione attenuato (art.21).








