
I premi medi corrisposti a ciascun lavoratore cui si applica un contratto di produttività salgono a 1.712,78 euro lordi annui, 107 euro in più rispetto alla media rilevata al 15 dicembre 2025. L’indicazione è riportata nell’aggiornamento al 15 gennaio 2026 del report “Deposito contratti” del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attivato a seguito del Decreto interministeriale 25 marzo 2016 e relativo alla detassazione dei premi di produttività.
Su questi premi - riconosciuti ai dipendenti del settore privato, titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato e con un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80mila euro nell’anno precedente - si applica un’aliquota di tassazione pari all’1% fino a un massimo di 5.000 euro lordi, per effetto della detassazione prevista dall’ultima Legge di Bilancio. Si ricorda che i premi collegati ai contratti che prevedono premi di risultato e partecipazione agli utili di impresa avevano già beneficiato di una riduzione dell’aliquota dal 10 al 5% con la Manovra per il 2023 (articolo 1, comma 63, della Legge n. 197/2022); la misura era stata poi confermata nella Manovra per il 2024 (articolo 1, comma 18, Legge n. 213/2023) e prorogata dalla Legge di Bilancio per il 2025 (articolo 1, comma 385, Legge n. 207/2024).
Il report, che registra la decrescita dei contratti attivi congiunturale ad ogni fine anno, indica la presenza di 117.947 contratti depositati, pari al 12,2% in più rispetto alla stessa data del 2025. Di questi, sono 9.114 quelli attivi al 15 gennaio, di cui l’88% di tipo aziendale (8.073) mentre 1.041 sono contratti territoriali.
Dei 9.114 contratti attivi, inoltre, 7.348 si propongono di raggiungere obiettivi di produttività, 5.792 di redditività e 5.115 di qualità, mentre 904 prevedono un piano di partecipazione e 6.222 prevedono misure di welfare aziendale.
Un’analisi per settore di attività economica evidenzia come il 62% dei contratti depositati si riferisca ai Servizi, il 37% all’Industria e l’1% all’Agricoltura. Se invece ci si sofferma sulla dimensione aziendale, emerge che il 49% riguarda imprese con un numero di dipendenti inferiore a 50, il 36% imprese con almeno 100 dipendenti e il 15% imprese con un numero di dipendenti compreso fra 50 e 99.
