Dichiarazione del Sottosegretario Claudio Cominardi
"La quarta rivoluzione industriale ci offre l'occasione di produrre più beni e servizi con maggiore velocità ed efficienza, il tutto con meno ore lavorate. Poiché il lavoro certo verrà sempre meno, si dovranno garantire forme reali di sostegno al reddito come il reddito di cittadinanza. Ma questo è solo un tassello di un’azione politica che per governare bene la rivoluzione industriale in corso deve agire a 360 gradi: con investimenti in ricerca, in sviluppo tecnologico, in infrastrutture intelligenti, in politiche attive e formazione privata e pubblica. Occorre anche incentivare la conciliazione tra vita e lavoro”.
Il sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro Claudio Cominardi spiega così l’importanza del reddito di cittadinanza durante il suo intervento al XXII Congresso Mondiale dell’ISLSSL (Società Internazionale di Diritto del Lavoro e della Sicurezza Sociale).
Di fronte a centinaia di esperti, accademici e non, provenienti da 60 Paesi del mondo e giunti a Torino per quattro giorni, Cominardi ha elencato fatti e dati per inquadrare “l’importanza e l’assoluta attualità” della forma di sostegno al reddito voluta dal Governo di Giuseppe Conte.
“Per effetto dello sviluppo tecnologico e dell’intelligenza artificiale il mondo delle professioni e del lavoro si sta trasformando radicalmente. Alcuni tra i maggiori studi certificano questo processo su scala mondiale”, ha spiegato Cominardi citando i risultati degli studi condotti da importanti istituti internazionali: World Economic Forum, Oxford Martin School, Mc Kinsey, che hanno trovato conferma dalle analisi degli studiosi intervenuti al congresso.
Nel corso dell’intervento il Sottosegretario ha sottolineato la profonda differenza tra la società dell'era industriale e quella dell’era digitale: “Ieri grandi industrie realizzavano enormi profitti impiegando svariate migliaia di lavoratori per produrre beni e servizi materiali, ‘pesanti’ (labor intensive). Oggi grandi aziende producono beni immateriali, ‘leggeri’ (capital intensive), sfruttando le potenzialità della tecnologia e dell’automazione. Tra le società più potenti al mondo troviamo, non a caso, Google, Facebook, Microsoft, Amazon, Apple. Quest’ultima ad agosto ha superato come capitalizzazione di mercato la soglia dei mille miliardi di dollari e la stessa è stata appena oltrepassata da Amazon. Per effetto di questi cambiamenti il rischio disuguaglianza è ancora più alto: secondo il rapporto Oxfam, nel 2017 le otto persone più ricche al mondo detenevano l’equivalente della ricchezza posseduta dalla metà più povera della popolazione mondiale, ovvero 3,6 miliardi di persone”.
“Persino l’OCSE ammonisce l’Italia poiché i disoccupati supportati con forme di sostegno al reddito e con programmi di riqualificazione sono solo l’8,4%, quando altrove abbiamo percentuali da capogiro: 63,7% in Finlandia, 60% in Belgio, 42% in Francia. Anche negli USA, tradizionalmente meno inclini a forme di sostegno pubblico, la percentuale è superiore (12,4%)”.
“Nel mondo si parla di reddito di base incondizionato - ha concluso Cominardi - Ci sono state sperimentazioni da parte di Paesi lungimiranti, ma lo stesso stanno facendo alcuni soggetti privati, guarda caso proprio nella Silicon Valley. È notizia di pochi giorni fa che l’incubatore di startup ‘Y Combinator’ sperimenterà il reddito di base incondizionato su 3000 persone quale 'rimedio' alle conseguenze che la trasformazione tecnologica avrà sull’occupazione. Il progetto durerà dai 3 ai 5 anni e a mille di loro verrà erogato un reddito di base di 1000 dollari al mese per valutarne gli effetti sociali”.
