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Comitato Nazionale di Parità del Ministero del Lavoro

18 Feb 2016

Comitato Nazionale di Parità del Ministero del Lavoro: sentenza Tribunale Palermo 

 

Il Comitato Nazionale di Parità del Ministero del Lavoro prende atto della sentenza del Tribunale di Palermo – Sez. II penale n. 6055/15 del 23/11/2015 con la quale si assolve un imputato responsabile di comportamenti sessuali, a dir poco lesivi dei Diritti Umani, nella fattispecie lesivi del rispetto della persona.

Dalla lettura della decisione si rileva che, nonostante la gravità dei comportamenti posti in essere dal superiore gerarchico nei confronti della dipendente, gli stessi siano rimasti incensurati, probabilmente perché nella nostra società sussiste ancora un'arretratezza culturale che spesso giustifica tali comportamenti.

Il Comitato Nazionale di Parità osserva inoltre che, a prescindere dalla qualificazione penale degli atti posti in essere dal superiore gerarchico, gli stessi siano comunque identificabili dal nostro ordinamento come atti discriminatori, in quanto molestie sessuali, ai sensi dell'art.26 del Codice delle Pari Opportunità (D.lgs. n.198/2006).

In futuro tali comportamenti non dovranno restare privi di censura e la nostra società deve imporsi quel cambiamento culturale necessario a prevenire molestie, anche mediante una più capillare diffusione della conoscenza delle norme vigenti a tutela delle vittime di comportamenti discriminatori.

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