Ufficio Stampa
CASSANO: OTTIME NOTIZIE PER CAF, PATRONATI E SCUOLE PARITARIE
"Venticinque milioni in più. Per un totale di 497 milioni di euro che andranno alle scuole paritarie. Mentre passa da 48 a 28 milioni il taglio previsto dalla legge di Stabilità per i patronati e da 100 a 40 milioni nel 2016 e a 30 milioni nel 2017 e nel 2018 quello per i Caf. Sono queste le ottime notizie che arrivano dalla Commissione Bilancio del Senato e che danno un netto segnale di accoglimento della proposte che arrivano dal Paese. Per quanto riguarda le scuole paritaria abbiamo dimostrato come in Italia la scuola sia una sola, quella statale, e che in quest'ambito devono essere democraticamente tutelati tutti quei ragazzi, oltre un milione, che scelgono liberamente per la propria istruzione di affidarsi agli istituti paritari. Su Caf e Patronati siamo stati ancora una volta di parola, dimostrando la degna attenzione per la funzione sociale svolta soprattutto a favore delle fasce più deboli della popolazione, soprattutto anziani. Per cui al momento sono stati raggiunti gli obiettivi che ci eravamo posti nel primo passaggio parlamentare della Legge di Stabilità che, beninteso, nell'impianto base, già consideravamo in linea di massima del tutto soddisfacente". È quanto afferma il senatore e sottosegretario al Lavoro, Massimo Cassano.
"Allo stesso modo riteniamo che nel pacchetto per lo sviluppo del Sud occorra puntare sul credito di imposta sugli investimenti, avendo in materia una visione al futuro: un impegno attuale per trarre importanti frutti nei prossimi mesi. Ed è quanto ci ripromettiamo di fare nel passaggio alla Camera", aggiunge il senatore Cassano che risponde anche al segretario generale della Fiom, Maurizio Landini. "Un referendum per chiedere l'abolizione del jobs act e della buona scuola? Questo è un Paese libero e ognuno, nel rispetto delle regole e dei diritti altrui, può fare quello che vuole. A Landini ricordo quale era la situazione del mondo del lavoro in Italia solo alcuni anni fa, con la disoccupazione al massimo storico, le aziende che chiudevano e licenziavano, la grande fuga verso mercati più favorevoli. La riforma del lavoro prevista dal jobs act, può anche non piacere, forse perché indica che la strada finora seguita dalle forze sociali non ha portato nulla di buono. Come del resto sottolineato da tutti gli indicatori che danno senza ombra di dubbio la disoccupazione in calo considerevole e al contempo un forte aumento della fiducia degli italiani nell'operato del governo".
