Rapporto Svimez. Dati drammatici, si interroghi chi antepone pregiudiziali ideologiche a riforme indispensabili - Dichiarazione del Sottosegretario Bellanova

30 Lug 2014

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Ufficio Stampa

 

Rapporto Svimez. Dati drammatici, si interroghi chi antepone pregiudiziali ideologiche a riforme indispensabili

 Dichiarazione del Sottosegretario Teresa Bellanova

  

"Le anticipazioni del Rapporto Svimez presentate oggi descrivono una situazione non sconosciuta, ma che atterrisce: la diminuzione del numero di occupati fino ad una soglia che è la più bassa dal 1977, la perdita solo nel 2013 di oltre 280mila posti di lavoro, l'aumento negli ultimi cinque anni del numero di famiglie in povertà assoluta, fino a superare il milione, sono tutti elementi di un quadro socio-economico devastante". Così il Sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova sui dati Svimez presentati questo pomeriggio.

 "Ma alcuni dati – prosegue Teresa Bellanova - colpiscono forse più di altri: il basso tasso di fecondità, 1,34 figli per donna, e il minimo storico di nascite nel 2013; la 'nuova' emigrazione, oltre un milione e mezzo di persone in un decennio partite dal Mezzogiorno per le città del Centro Nord, tra le quali un buon numero di laureati; la perdita del lavoro concentrata soprattutto tra i giovani; il basso tasso di attività delle donne del Sud; la distanza tra Nord e Sud, anche per quel che riguarda l'incidenza delle politiche economiche, se pensiamo che nel 2015, secondo le stime della Svimez, il valore cumulato della spesa pubblica sarà tagliato al Sud del 6,2% contro il 2,9 del Centro Nord.

Siamo di fronte dunque ad un processo di depauperamento umano, professionale e sociale di un intero territorio. Risorse umane, competenze, saperi, energie sprecate, o peggio allontanate o lasciate cadere nel baratro del sommerso. Questo è inaccettabile e a questo non possiamo rassegnarci. È per questo che – mai come in questa fase storica e politica – l'accelerazione che stiamo dando sulle riforme (penso in particolare alla delega per la riforma del mercato del lavoro) è indispensabile, pur nel rispetto della necessaria dialettica democratica.

Rispetto però, che dobbiamo innanzi tutto alle famiglie, agli uomini e alle donne del Mezzogiorno, alle famiglie e ai lavoratori, dai quali sale, ogni giorno e ogni volta che si apre una vertenza o una crisi, una richiesta di attenzione e di intervento. Su questo – conclude il Sottosegretario – saremo inflessibili ed è su questo che ciascuno di noi, dentro e fuori le istituzioni, deve interrogarsi ogni qual volta le pregiudiziali ideologiche e l'irrigidimento su posizioni immodificabili, mettono a rischio l'ormai ineludibile esigenza di cambiamento".

Roma, 30 luglio 2014