Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Ufficio Stampa
Previdenza privata, lavorare per una riduzione dell'imposizione fiscale
L’8 maggio a Roma, presso la Galleria Colonna, si è tenuto il tradizionale appuntamento annuale dell’evento organizzato dalla Cassa di Previdenza e Assistenza dei dottori commercialisti. Tra gli interventi, particolare interesse ha suscitato quello del Sottosegretario al Lavoro, con delega alla previdenza privata, sen. Massimo Cassano, che ha affrontato i temi degli investimenti da dirottare soprattutto sull'economia reale e della eccessiva imposizione fiscale.
Azioni da intraprendere al più presto nell'ambito della gestione della previdenza privata, rivolta ad una specifica platea di riferimento e esposta a due tradizionali ordini di rischi: quello demografico, dovuto alla struttura per età della popolazione assicurata, e quello economico connesso alla possibile contrazione del fatturato di chi esercita la professione. Rischi da cui nessuna professione può ragionevolmente ritenersi esentata nel medio/lungo periodo.
Per il Sottosegretario al Lavoro, è essenziale che prenda corpo il principio di solidarietà intercategoriale e di autonomia responsabile del sistema, in grado di scongiurare l’intervento di ultima istanza dello Stato in materia previdenziale. A tale proposito è stata ricordata l’ipotesi di costituzione di un apposito Fondo di garanzia per assicurare la stabilità finanziaria e la certezza dei trattamenti previdenziali e l'opportunità di un’evoluzione complessiva del sistema verso una progressiva “polifunzionalità” degli Enti in questione, per assicurare una migliore “presa in carico” degli iscritti ed una tutela più efficace e completa e per la costruzione di un welfare integrato ed inclusivo.
Un importante elemento di riflessione sul piano istituzionale è dato dall’adeguatezza del modello previdenziale privato a rispondere alle istanze di un welfare integrato, tale da assicurare agli iscritti un concreto sostegno durante e dopo la vita lavorativa, secondo principi di equità intergenerazionale. E adesso, anche dopo che la legge di stabilità ha modificato, pur confermandone i precedenti orientamenti, le modalità con le quali le Casse partecipano ai risparmi di spesa pubblica, l’azione istituzionale ha l’onere di circoscrivere con chiarezza gli effettivi confini dell’autonomia organizzativa ed allontanare le sovrapposizioni e le duplicazioni delle attività di controllo e dei connessi adempimenti per gli stessi enti, pena l’ingessatura dell’azione operativa delle stesse. Con l'auspicio che tutto ciò trovi degna sede di riflessione e confronto anche in ambito comunitario, ritenendo che i punti focali sui quali confrontarsi siano: accesso al credito, formazione all'imprenditorialità, ricorso ai mercati e la riduzione dei vincoli normativi.
Infine è opportuno non trascurare il profilo fiscale e, in particolare, il sistema di tassazione, attualmente assai oneroso per la previdenza privata. Un eventuale intervento normativo teso ad alleggerire tale onere fiscale, prendendo a riferimento il modello dei Fondi Pensione complementari, consentirebbe un considerevole risparmio e potrebbe essere peraltro proficuamente reinvestito, tenuto conto delle novità legislative recenti, per interventi di formazione e welfare a favore delle libere professioni.
Roma 9 maggio 2014
