Codice del Terzo Settore: chiarimenti sull’utilizzo del rendiconto per cassa in forma aggregata

Con la Circolare n. 6 del 17 aprile 2026 a firma del Capo Dipartimento per le Politiche sociali del Terzo settore e migratorie, si forniscono chiarimenti in merito all'utilizzo da parte degli Enti del Terzo Settore con ricavi non superiori a 60.000 euro del modello di rendiconto per cassa in forma aggregata adottato con il recente Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro della Giustizia del 18 febbraio 2026.

Sotto l’aspetto temporale, per gli ETS il cui esercizio finanziario coincide con l’anno solare il modello “E” sarà utilizzabile a partire dal rendiconto dell’esercizio che si chiuderà al 31/12/2026; per gli ETS il cui esercizio finanziario sia iniziato – ad esempio – il 1° luglio o il 1° settembre 2025, detto modello sarà già utilizzabile con riguardo all'esercizio che andrà a chiudersi, rispettivamente il 30 giugno o il 30 agosto del corrente anno.

Viene altresì specificato che gli enti dotati di personalità giuridica le cui entrate annue siano inferiori ai 60mila euro, per i quali alla data del 21 marzo 2026 era già chiuso l’esercizio finanziario (come nel caso di esercizio, coincidente con l’anno solare, chiusosi il 31/12/2025), possono avvalersi della facoltà di redigere il bilancio relativo a tale esercizio nella forma del rendiconto per cassa integrale sancita nel modello “D” allegato al sopra menzionato Decreto Ministeriale del 5 marzo 2020, dovendosi escludere che il possesso della personalità giuridica, associato all’utilizzabilità del rendiconto per cassa in forma aggregata solo successivamente all’adozione del decreto attuativo citato in oggetto, generi in capo agli enti in parola l’obbligo di dover redigere il bilancio economico-patrimoniale ai sensi dell’articolo 13, comma 1 del Codice.

Consulta la Circolare per approfondire gli aspetti ivi chiariti, pubblicata anche sulla pagina “Circolari e orientamenti ministeriali sul Codice e sugli Enti del Terzo Settore”.