Nel corso del 2022 oltre 9,3 milioni di nuclei familiari hanno richiesto l’ISEE, nuovo massimo storico a conferma della crescente diffusione dell’utilizzo dell’indicatore. Si tratta di 1,5 milioni di famiglie in più rispetto all’anno precedente, una crescita che, dopo il rallentamento del 2021, torna ai livelli record del biennio 2019-2020.
Questo quanto emerge dal Rapporto di monitoraggio ISEE relativo all’anno 2022, elaborato sulla base di un campione rappresentativo di Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), che fornisce un quadro di sintesi sull'attuazione della disciplina dell'Indicatore con cui si misurano le condizioni economiche dei cittadini ai fini dell’accesso alle prestazioni sociali agevolate.
Se nel biennio 2019-2020 la forte crescita delle DSU era in massima parte imputabile all’avvio del Reddito di cittadinanza e successivamente alle misure introdotte nel corso dell’anno dal governo per fronteggiare la crisi economica e sociale dovuta alla pandemia da Covid-19, nel 2022 a fare da traino è l’introduzione dell’Assegno Unico Universale per i figli a carico che ha spinto molte famiglie a presentare per la prima volta una DSU.
La crescita del numero di DSU e di famiglie coinvolte risulta più consistente nel Nord, pertanto, si riduce la variabilità territoriale delle dichiarazioni presentate in rapporto alla popolazione residente. Resta tuttavia ancora elevata la distanza del Nord (37,5%) dal Centro (42,2%) e soprattutto dal Mezzogiorno (56,9%), con un distacco in ogni caso ridotto rispetto agli anni precedenti la riforma del 2015.
Il 2022 vede inoltre la crescita della quota di DSU presentate online direttamente dal cittadino che si colloca all’11,7% del totale; ciò nonostante resta largamente prevalente la quota di coloro che si rivolgono ai CAF e rimane del tutto residuale il numero di DSU presentate direttamente presso l’ente erogatore.
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