
Il Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, ha partecipato alla 46esima edizione del Meeting per l'amicizia fra i popoli, a Rimini.
Durante il suo intervento nel panel "Il paradosso della dipendenza", Bellucci ha evidenziato che è fondamentale riflettere su "da chi" e "da cosa" l’essere umano è dipendente, distinguendo "le buone relazioni, che possono essere salvifiche, da quelle patologiche, che distruggono vite e rendono schiavi".
Il Viceministro ha sottolineato l’impegno del Governo Meloni nella riforma del welfare per superare il mero assistenzialismo e favorire nuove politiche sociali, attive e inclusive, capaci di valorizzare le risorse e le unicità di ognuno, consentendo di esprimere il proprio potenziale. “Vogliamo accompagnare le persone verso la libertà e la piena autonomia. Stiamo attuando tale visione di welfare puntando su interventi strategici, quali: potenziamento dei servizi sociali con 545 milioni per l’assunzione di 3.839 professionisti psicologi, pedagogisti, educatori, amministrativi; rigenerazione urbana e sociale stanziando oltre 375 milioni per l’apertura di 100 centri di aggregazione giovanili; attuazione dell’amministrazione condivisa tra pubblico e terzo settore; introduzione e rafforzamento dell’Assegno di Inclusione (ADI)”, ha dichiarato.
Bellucci ha poi affermato che “in un cambiamento d’epoca come quello che stiamo vivendo, con la diffusione sempre maggiore di dipendenze da sostanze, comportamentali e dalle nuove tecnologie, siamo intervenuti raddoppiando le risorse a 165 milioni di euro rispetto agli anni precedenti, stanziando fondi per promuovere l’uso etico e sano delle nuove tecnologie in collaborazione con gli ETS, e stiamo lavorando a un bando in co-progettazione da 10 milioni per prevenire le dipendenze patologiche tra i più giovani”.
“Per vincere questa sfida, fondata sul rinascimento dell’umanesimo, lavoriamo costantemente alla promozione di un patto tripolare tra istituzioni, imprese e terzo settore, per politiche concrete e condivise con chi conosce da vicino le fragilità, al fine di offrire risposte coerenti ed efficaci ai bisogni delle persone. Anche nei luoghi deserti, con i ‘mattoni nuovi’ dell’inclusione sociale e lavorativa, possiamo costruire percorsi di riscatto e rinascita, affinché ciascuno possa partecipare pienamente alla crescita della nazione”, ha concluso il Viceministro.

