
"Una giornata positiva, di lavoro importante; abbiamo iniziato una valutazione di merito sulle tematiche individuate in occasione dell'incontro precedente che, naturalmente, non ha portato a delle conclusioni ma ci ha consentito di iniziare a definire i termini delle questioni che abbiamo davanti e a fissare il calendario dei prossimi incontri".
Lo ha detto il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, incontrando i giornalisti al termine dell'incontro con CGIL, CISL e UIL dedicato alla previdenza e al lavoro.
"Sul tema della previdenza - ha chiarito il Ministro - abbiamo convenuto di proseguire il confronto, sia sull'aspetto della flessibilità in uscita sia sull'aspetto delle problematiche che interessano le persone già in pensione (non tax area, rivalutazione e altre). Per quanto riguarda il primo, va detto che non può essere ridotto al solo anticipo pensionistico: c'è una valutazione che riguarda altre problematiche, a partire dal fatto che i lavori non sono tutti uguali. Poiché abbiamo valutato che l'intervento di anticipazione pensionistica deve essere costruito in modo da essere da una parte economicamente compatibile con il bilancio pubblico e con i vincoli europei e, dall'altra, avere una sua qualità sociale in termini di equità, stiamo valutando questi elementi, a partire, appunto, dalla differenza tra un lavoro e l'altro. Consideriamo opportuno, quindi, prevedere che il costo che deve essere sostenuto dallo Stato per realizzare questa operazione venga destinato, in particolare, a quei cittadini che hanno situazioni più problematiche: ad esempio, a chi ha perso il lavoro, ha esaurito gli ammortizzatori sociali e non ha ancora raggiunto l'età per la pensione, ma anche a chi svolge un'attività particolarmente pesante ed usurante. Gestire tutte queste variabili rende il lavoro da fare molto complesso".
Per quanto riguarda il tema delle politiche del lavoro, sul quale proseguirà parimenti il confronto con i sindacati, "abbiamo iniziato ad isolare - ha aggiunto Poletti - una serie di problematiche che hanno particolare urgenza e interventi da realizzare già nell'arco di quest'anno (ovviamente non quelli di rilevante impatto economico, che potranno avere una risposta solo in sede di definizione della legge di stabilità), come ad esempio riguardo agli ammortizzatori sociali e all'attività dei centri per l'impiego".
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, ha sottolineato che la flessibilizzazione del sistema pensionistico a cui pensa il Governo "non si esaurisce nello strumento dell'Ape".
"L'Ape è uno strumento da gestire con l'Inps - ha spiegato - ma bisogna capire come mettere delle frecce in più all'arco". Nannicini ha precisato che l'anticipo pensionistico sarà veicolato dall'Inps, ma il capitale sarà anticipato in tutto o in parte da istituti finanziari convenzionati. Nannicini ha pure chiarito che non sono previste penalizzazioni, ma "rate di ammortamento dell'anticipo della pensione; lo schema prevedrà delle rate modulate a seconda se il lavoratore è più o meno meritevole di tutela".
Il Sottosegretario ha, infine, precisato che si tratterà d'impostare una "impalcatura strutturale" anche se, in questa fase sperimentale, le misure riguarderanno le generazioni dal 1951 al 1955.
