
Decreto Primo Maggio, intelligenza artificiale, strumenti tecnologici, occupazione femminile. E una domanda: qual è la parola che racchiude la sua esperienza e può lasciare al futuro? "Per me è sempre lavoro. Lavoro è la parola che troviamo nell’articolo 1 della Costituzione della nostra Repubblica; lavoro è la parola che unifica la nostra società e la rende migliore". Si chiude con questa risposta l’intervista del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, durante la 17esima edizione del Festival del Lavoro.
Un’occasione per toccare i molti temi del lavoro e tracciare una prospettiva della strategia portata avanti dai diversi interventi negli anni di mandato. Si parte dal Decreto Primo Maggio e dall’avvio delle 2 diverse misure di inclusione sociale e lavorativa (ADI e SFL) e si arriva all’ultimo intervento in materia di lavoro, quel decreto legge n. 62/2026 che ha introdotto il principio del salario giusto e il riferimento al Trattamento Economico Complessivo (TEC). "Abbiamo indicato qual è la strada" ha affermato il Ministro sottolineando le parole "almeno pari" nel riferimento ai contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative: "Non abbiamo voluto porre limiti alla contrattazione e alla definizione delle organizzazioni di rappresentanza".
Il Ministro ha inoltre ricordato l’impegno verso la trasparenza della valorizzazione del lavoro, soprattutto quello dei più giovani, anche in ottica di riduzione del mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Dalla piattaforma SIISL al web coach AppLI, l’investimento in strumenti tecnologici, che contemplano anche l’uso dell’intelligenza artificiale, segue una linea di sviluppo coerente finalizzata a sostenere il lavoro. "Credo sia importante riaffermare un principio: non puoi fermare lo sviluppo tecnologico ma puoi accompagnarlo e farti accompagnare. Il discrimine è nel governo del processo".
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