Lavoro sommerso: strategia complessiva a livello europeo per il superamento dell'austerità - Dichiarazione del Sottosegretario Bellanova

10 Set 2014

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Ufficio Stampa

 

Lavoro sommerso: serve una strategia complessiva a livello europeo improntata al superamento dell'austerità

Sanzioni incisive per chi utilizza lavoro irregolare, come l'esclusione dagli appalti pubblici, e Agenzia unica per facilitare i controlli

Dichiarazione del Sottosegretario Teresa Bellanova 

 

"L'obiettivo di istituire una piattaforma europea con cui cooperare nella lotta al lavoro sommerso costituisce una scelta attuale e strategica, perché in questo campo la capacità di intervento dei singoli Stati appare sempre più ridotta, considerati gli effetti prodotti dalla globalizzazione e dai cambiamenti socio-demografici, soprattutto indotti dai fenomeni migratori". Lo ha detto la Sottosegretaria al Lavoro Teresa Bellanova nel corso del suo intervento alla Sessione plenaria del CESE, Comitato economico e sociale europeo a Bruxelles, dove si sta discutendo di una piattaforma comune europea per il contrasto al lavoro irregolare.

"Gli Stati membri - afferma la Sottosegretaria - sono chiamati a tener conto del fatto che la crisi spinge i lavoratori a trasferirsi in altri paesi, anche loro malgrado. Tale condizione li induce spesso a giungere a compromessi su tipologie e condizioni di lavoro, su retribuzioni inferiori e in condizioni di precarietà. Come molti altri, anche l'Italia avverte l'esigenza di elaborare una strategia complessiva, improntata al superamento dell'austerità.

Quest'ultima - continua Bellanova - ha segnato finora i programmi degli stati membri e, secondo quanto emerge dagli studi di Eurofound, ha ulteriormente alimentato la crescita del lavoro sommerso. Deve essere cura dei Governi elaborare strumenti di incentivi concreti che sostengano le imprese, incluse le PMI, che sono gran parte del tessuto produttivo europeo, e le agevolino, onde non contribuire ad alimentare fenomeni di concorrenza sleale, a discapito delle imprese virtuose che sostengono notevoli sforzi per operare nel pieno rispetto delle regole".

 "Le conseguenze del lavoro irregolare - precisa la Sottosegretaria - non dovrebbero ricadere sul lavoratore. Anzi, dovrebbe essergli assicurata la tutela di determinati diritti, anche laddove non siano state rispettate le garanzie dovute dai datori di lavoro. Questi ultimi, se ritenuti responsabili di aver utilizzato lavoro irregolare, dovrebbero essere sottoposti a sanzioni incisive, quali l'esclusione dai contratti pubblici. Solo in questo modo si aiuterebbe a creare un serio deterrente e si potrebbe agire per generare economia virtuosa".

"È  necessario, inoltre, per la repressione dell'illegalità - continua Bellanova -  rendere i controlli più snelli e favorire un approccio collaborativo da parte di chi riceve l'ispezione. Al riguardo, il governo italiano sta progettando l'istituzione di un'agenzia unica per le ispezioni.

Vi è l'esigenza di superare l'attuale moltiplicazione di verifiche ispettive effettuate a vario titolo dagli organi competenti: per gli aspetti connessi alla salute e sicurezza, agli obblighi tributari o alla normativa lavoristica. Un'agenzia unica comporterebbe l'accorpamento delle attività svolte oggi dagli ispettori delle varie strutture: Ministero del Lavoro, INPS, Inail, Asl. Naturalmente - conclude la Sottosegretaria - quest'innovazione comporta una serie di difficoltà tecniche, ma consentirebbe di unificare le banche dati proprie dei vari enti, così da poter attingere ad un bacino ampio ed unico di informazioni".

 

Roma, 10 settembre 2014