Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Ufficio Stampa
Ministero del Lavoro: attiva da oggi sul sito web la sezione #diamociunamano, dedicata alla misura sperimentale per il lavoro volontario di persone che beneficiano di strumenti di sostegno al reddito
È on line da oggi, sul sito web del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali www.lavoro.gov.it, #diamociunamano, sezione dedicata alla misura sperimentale, prevista dal Decreto Legge 90 del 2014, che punta a coinvolgere le persone che beneficiano di strumenti di sostegno al reddito in attività di volontariato a fini di utilità sociale, nell'ambito di progetti realizzati congiuntamente da organizzazioni del terzo settore e da comuni o enti locali.
La sezione, cui si può accedere dal link ospitato sulla home page del sito o direttamente all'indirizzo www.lavoro.gov.it/diamociunamano, illustra le modalità di funzionamento dell'iniziativa e indica i requisiti necessari per accedervi. Sono inoltre presenti due aree specifiche. La prima consente ai comuni, agli enti locali ed alle associazioni del terzo settore di registrarsi e di inserire i progetti di volontariato di utilità sociale; la seconda consente a tutti gli utenti di consultare i progetti attivati.
È stato infine predisposto uno specifico indirizzo mail, diamociunamano@lavoro.gov.it, cui si potrà scrivere per richiedere ulteriori informazioni.
Il "claim" #diamociunamano è stato scelto per sottolineare che l'iniziativa nasce nel segno di valorizzare il coinvolgimento attivo della persona: il cittadino che beneficia di una misura di sostegno si rende disponibile ad un impegno volontario per dare un contributo alla vita della sua comunità.
La copertura assicurativa Inail sarà a carico di un Fondo istituito presso il Ministero del lavoro
Per chi svolgerà attività volontaria nei progetti, l'Inail attiverà un copertura assicurativa i cui oneri saranno sostenuti da un apposito Fondo, di durata biennale, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Tenuto conto che attualmente sono assegnati al Fondo 4.900.000 euro per ciascuno dei due anni, si stima di poter assicurare annualmente circa 4.900.000 giornate, equivalenti a circa 19.000 soggetti per un intero anno.
Come funziona
Il decreto prevede che i soggetti beneficiari di misure di sostegno al reddito possano essere invitati a rendersi disponibili, in forma volontaria, per essere coinvolti in attività di volontariato a fini di utilità sociale in favore della propria comunità, nell'ambito di progetti realizzati congiuntamente da organizzazioni di terzo settore e da comuni o enti locali.
Per avviare concretamente questa iniziativa ed assicurare la verifica dei risultati, è importante che i comuni e le organizzazioni forniscano ai cittadini ogni utile informazione sulle finalità e sulle caratteristiche di questa nuova misura.
Una volta acquisita la disponibilità del soggetto e verificato il possesso dei requisiti, l'organizzazione di terzo settore potrà richiedere all'Inail l'attivazione della copertura assicurativa a valere sulle risorse dell'apposito Fondo nazionale istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Chi può prestare attività volontaria in favore della propria comunità
Il decreto individua le modalità di utilizzo del Fondo istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, stabilendo anche i requisiti soggettivi per poter beneficiare della copertura assicurativa attivata dall'Inail.
In concreto, può accedere alla misura sperimentale chi beneficia di una delle seguenti prestazioni di sostegno al reddito:
a) cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, anche in deroga alla vigente normativa;
b) integrazione salariale e contributo a seguito di stipula di contratti di solidarietà;
c) indennità di mobilità, anche in deroga alla vigente normativa, Aspi e mini-Aspi;
d) prestazioni, legate alla cessazione del rapporto di lavoro o alla sospensione o riduzione dell'attività lavorativa, anche a carico dei Fondi di solidarietà;
e) altre prestazioni di natura assistenziale finalizzate a rimuovere e superare condizioni di bisogno e di difficoltà della persona, erogate a livello nazionale e locale.
Roma, 2 febbraio 2015
