Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Ufficio Stampa
70° Anniversario della Liberazione.
Dichiarazione della Sottosegretaria al Lavoro Teresa Bellanova
"Quest'anno la celebrazione dell'anniversario della Liberazione assume un significato particolare: 70 anni dalla fine dell'oppressione nazifascista, 70 anni di democrazia, tre generazioni che hanno potuto vivere e vivono nella pace grazie a un grande moto collettivo, dall'altissimo senso civico. Lo ha ben ricordato il Presidente Mattarella: 'La Resistenza, prima che fatto politico, fu soprattutto rivolta morale. Questo sentimento, tramandato da padre in figlio, costituisce un patrimonio che deve permanere nella memoria collettiva del Paese'. Un sentimento che è alla base della nostra Carta Costituzionale e che deve guidarci anche oggi, mentre cerchiamo di uscire dalla drammatica crisi economica di questi anni e dal sentimento di paura per il futuro che essa ha generato; e mentre vediamo i nostri fratelli del Mediterraneo mettere in gioco la propria vita per fuggire dalla miseria e dal terrore.
Di fronte allo scempio delle vite umane, di fronte all'orrore e alla violenza che si abbatte su uomini e donne e bambini, è proprio qui e ora che dobbiamo celebrare, difendere, riscoprire il valore della solidarietà, della libertà, della democrazia. Conquiste che dobbiamo a chi, nel '45, ha combattuto senza paura e senza curarsi del proprio destino per consentire a noi, oggi, di esprimerci, di studiare, di viaggiare, di fare politica, di vivere liberamente. Senza mai dare per scontato ciò che oggi a noi sembra scontato; senza mai dimenticare che il rischio della guerra, della dittatura, dell'oppressione sono sempre dietro l'angolo; che il bacillo della 'peste', come la chiamava lo scrittore Albert Camus, del nazismo, non muore né scompare mai ma attende paziente solo una scintilla che lo faccia ritornare alla luce.
Per questo di altissimo valore è il gesto del presidente Mattarella, recatosi alle Fosse Ardeatine nel giorno della sua elezione. Per questo di grande valenza è la visita del presidente del Consiglio a Marzabotto. Per questo è nostro dovere fare in modo che - nel momento in cui nella nostra Europa si risveglia la paura dello straniero e del migrante e riprendono vigore sentimenti di rifiuto - quei valori sempre più diventino bene comune, carne viva della nostra cultura, del nostro sentire, del nostro agire; nel nostro Paese, in particolare tra i giovani, ma anche in quella fetta di mondo che oggi è costretta a cercare la libertà lontano dalla propria casa e dalla propria terra".
Roma, 24 aprile 2015
