Al lavoro per l’attuazione del salario giusto

14 Mag 2026
Calderone riunione

Si è svolta oggi, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la prima riunione di coordinamento dedicata all’attuazione del Decreto Primo Maggio (decreto-legge n. 62/2026) che introduce il principio del salario giusto, per riconoscere ai lavoratori un trattamento economico complessivo adeguato alla quantità e alla qualità del lavoro prestato.

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone ha aperto l’incontro con i rappresentanti del Ministero, del CNEL e dell’INPS, chiamati a lavorare in modo integrato sui provvedimenti attuativi del decreto e sul monitoraggio dei dati retributivi. Nel suo intervento ha sottolineato la notevole importanza del provvedimento approvato dal Governo che riconosce e valorizza il ruolo della contrattazione collettiva, individua il TEC (Trattamento Economico Complessivo), previsto dai contratti firmati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, come parametro di qualificazione delle retribuzioni e àncora l’accesso agli incentivi per assunzioni a tempo indeterminato alla corresponsione del salario giusto.

Il Decreto Primo Maggio rappresenta "un cambio di passo nella qualificazione delle retribuzioni e nel rafforzamento della contrattazione collettiva" ha sottolineato il Ministro, anche in funzione della capacità del mondo del lavoro italiano di cogliere le opportunità delle transizioni in corso.

La riunione ha preceduto la pubblicazione delle prime indicazioni operative per accedere agli incentivi alle assunzioni di giovani, donne e lavoratori nelle aree ZES, contenute nelle circolari INPS n. 55, 56 e 57 del 14 maggio 2026.

Il coordinamento tra Ministero, CNEL e INPS proseguirà attraverso tavoli tecnici dedicati all’archivio dei contratti, al monitoraggio dei dati retributivi e agli interventi previsti sulla piattaforma SIISL. Per le attività connesse allo sviluppo del monitoraggio e dell’interoperabilità delle informazioni nelle diverse banche dati, come previsto dal decreto saranno coinvolti anche Istat, INL e Inapp.