I dati Istat indicano che il Paese è ripartito. Ora tocca al Sud
Dichiarazione del Sottosegretario Cassano
"I dati Istat su produzione industriale e occupazione indicano che pur tra le difficoltà dovute a decenni di immobilismo, l'Italia è definitivamente ripartita". E' quanto sostiene il senatore Massimo Cassano, Sottosegretario al Lavoro che indica "nella ripresa del Sud Italia, che paga ancora lo scotto di una classe dirigente inadeguata negli anni passati, la nuova vera sfida per colmare le distanze tra il Paese e il resto dell'Europa".
Se infatti la produzione industriale, trainata anche da un mercato dell'auto in ripresa ad indicare una maggiore fiducia degli italiani nel futuro, è aumentata nei primi dieci mesi dell'anno dell'1,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, anche sul fronte del lavoro continuano i segnali netti di miglioramento nel terzo trimestre del 2015 con 247mila persone in più tra gli occupati. In positivo - nel terzo trimestre 2015 - c'è il calo del tasso di disoccupazione che passa dal 12,3% all'11,7% rispetto al periodo precedente e diminuisce ulteriormente all'11,5% nel mese di ottobre. "Al netto di tutte le valutazioni, resta il fatto che il periodo è tornato a vedere il numero di disoccupati in calo: la stima delle persone in cerca di occupazione scende a 2 milioni 677 mila (-299 mila in un anno) dopo quattordici trimestri di crescita ininterrotta, il calo nel primo trimestre 2015 e la stabilità nel secondo". Dopo l'aumento ininterrotto fra il 2008 e il 2014, tra luglio e settembre prosegue anche la discesa della disoccupazione di lunga durata, dal 62,4% di un anno prima all'attuale 58,1%.
"Non solo – aggiunge Cassano -, infatti l'Istituto di statistica segnala un riequilibrio territoriale del mercato, rilevando che, nel terzo trimestre, la metà della crescita dell'occupazione è concentrata nel Mezzogiorno (+136 mila) e indicando come alcune peculiarità delle regioni del Sud, soprattutto legate al turismo, siano quelle giuste su cui puntare per la ripartenza, magari occupandosi seriamente – dopo decenni di dibattiti sterili – su una attenta e reale destagionalizzazione".
Ancora "un elevato titolo di studio si conferma un vantaggio nel mercato del lavoro: il tasso di occupazione cresce di più fra i laureati, attestandosi al 75,7% (+0,8 punti sul terzo trimestre 2014) rispetto al 63,2% di quello dei diplomati e al 43,5% del tasso riferito a chi ha al più la licenza media (+0,7 e +0,5 punti, rispettivamente). E questo è un altro dato su cui riflettere, per adeguare l'offerta formativa delle università del Mezzogiorno, soggette ad una continua fuga di studenti verso altri Atenei".
