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Moduli per la richiesta di pagamento del contributo nei casi di assenza di conto corrente, reiscrizioni, storni, IGEPA

Modulo per la richiesta di pagamento del contributo nei casi di: assenza di conto corrente, reiscrizioni, storni, IGEPA e NoIBAN

E necessario premettere che le richieste di accesso al contributo vanno fatte esclusivamente all'Agenzia delle Entrate, non al Ministero del Lavoro, con le modalità indicate dalla stessa Agenzia delle Entrate sulla sezione del 5 per mille del proprio sito (www.agenziaentrate.gov.it).

Ogni anno l'Agenzia delle Entrate raccoglie le richieste di contributo che le sono state inoltrate dagli enti, ne valuta l'ammissibilità e pubblica gli elenchi degli ammessi e degli esclusi. Normalmente questi elenchi sono pubblicati il secondo anno successivo a quello nel quale è stata presentata la domanda di contributo (es. nel 2014 sono stati pubblicati gli elenchi degli ammessi e degli esclusi per le domande presentate nell'anno 2012 e relative ai redditi 2011).

L'Agenzia delle Entrate, due o tre mesi dopo aver pubblicato gli enti ammessi al contributo, trasmette al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali gli elenchi con le coordinate IBAN dei conti corrente per poter effettuare i bonifici. Normalmente l'Agenzia delle Entrate trasmette quattro elenchi di pagamento nel periodo che va da luglio/agosto a maggio/giugno dell'anno successivo. Occorre circa un mese prima che il contributo arrivi sul conto degli enti per le rettifiche relative ai mandati irrevocabili di pagamento pervenuti al Ministero e per le procedure per la predisposizione dell'ordinativo telematico effettuato a cura della stessa Agenzia.

Questa modalità di collaborazione tra Agenzia delle Entrate e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che possiamo definire di pagamento ordinario, copre complessivamente il 95% dei beneficiari, quelli cioè che hanno comunicato le coordinate IBAN, e le loro eventuali variazioni, all'Agenzia delle Entrate. Mancando pertanto gli enti che non hanno comunicato le coordinate del conto corrente (NoIBAN) e gli enti il cui pagamento è sospeso in attesa dell'esito dei controlli sui requisiti di ammissibilità (sospesi).

Esiste una modalità di pagamento diretto agli enti privi di conto corrente del contributo del cinque per mille che il Ministero del Lavoro si riserva di erogare agli enti che 1) non hanno comunicato le coordinate IBAN all'Agenzia delle Entrate, 2) il cui contributo sia inferiore a mille euro e che 3) dichiarano esplicitamente di non avere e di non volere un conto bancario/postale. In tal caso il pagamento avverrà in contanti al legale rappresentante dell'Ente presso la cassa della Tesoreria provinciale della Banca d'Italia.

Insieme con l'ultimo elenco di pagamento (normalmente il quarto), l'Agenzia delle Entrate trasmette al Ministero del Lavoro anche l'elenco degli enti che non hanno comunicato le coordinate bancarie (NoIBAN). Il Ministero del Lavoro pubblica sul proprio sito, nella sezione del cinque per mille per l'anno di interesse, l'elenco degli enti NoIBAN che da quel momento potranno essere liquidati a seguito di apposita richiesta da inoltrare al Ministero stesso. E' importante evidenziare che il Ministero potrà procedere al pagamento dei Beneficiari NoIBAN solo fino alla conclusione dell'esercizio finanziario in quanto, successivamente a tale termine, le risorse andranno in perenzione amministrativa e non saranno più disponibili sui capitoli di spesa (vd. pagamento di contributo in perenzione amministrativa)

Ogni anno vengono effettuati oltre 30 mila pagamenti per il contributo cinque per mille e può accadere che alcuni di questi non vadano a buon fine. Le cause prevalenti sono dovute sia agli enti, qualora il conto viene spostato o chiuso, sia alle banche, quando il cambiamento della ragione sociale dovuto a fusioni, modificando il codice ABI della banca, modifica a sua volta il codice IBAN usato per fare il bonifico. In questi casi, se l'ente non comunica all'Agenzia delle Entrate il nuovo codice IBAN, gli importi, non potendo raggiungere il destinatario, vengono dirottati  in un conto speciale presso la Banca d'Italia (storno in contabilità speciale per pagamenti di elenchi dell'Agenzia delle Entrate) o presso l'Ispettorato Generale per la Finanza delle Pubbliche Amministrazioni (storno in IGEPA per pagamenti diretti del Ministero del Lavoro) dove restano disponibili per il pagamento fino al termine all'esercizio finanziario successivo a quello in cui sono state stornate.

In entrambi i casi, per i pagamenti futuri, gli enti devono comunicare il prima possibile le nuove coordinate alla Direzione Provinciale dell'Agenzia delle Entrate.

Invece per quanto riguarda il pagamento del bonifico non andato a buon fine per le coordinate IBAN non accettate dagli Istituti o per conto chiuso, la richiesta dovrebbe essere effettuata al Ministero del Lavoro. E' però necessario chiedere informazioni della situazione dell'Ente tramite email all'indirizzo Quesiti5perMille@lavoro.gov.it perché per gli storni dei bonifici non andati a buon fine la modalità di pagamento cambia in ragione della distanza temporale dal mancato pagamento.

Si riporta ad esempio la casistica relativa agli storni in contabilità speciale relativi a pagamenti di elenchi dell'Agenzia delle Entrate non andati a buon fine. Ci sono tre modalità diverse per il pagamento dei contributi stornati che dipendono dal momento nel quale l'Ente viene a conoscenza di trovarsi in tale condizione:

  1. La Direzione Centrale dell'Agenzia delle Entrate, quando ritiene di aver raccolto un numero adeguato di aggiornamenti del conto corrente relativi ai pagamenti stornati, trasmette le nuove coordinate acquisite (elenco degli storni aggiornati) al Ministero del Lavoro che provvederà al pagamento e pubblicherà l'elenco sul proprio sito.
    Se questa trasmissione non è ancora avvenuta l'Ente non deve fare altro che comunicare rapidamente le nuove coordinate alla Direzione Provinciale dell'Agenzia delle Entrate (quindi non dovrà essere effettuata nessuna richiesta al Ministero).
  2. Se l'elenco degli storni aggiornati è già stato trasmesso al Ministero del Lavoro (e pubblicato sul proprio sito) allora per la liquidazione del contributo occorre fare richiesta al Ministero. Attenzione però che non sia trascorso l'intero anno successivo a quello nel quale il pagamento è stato stornato. In questo caso dovrà essere utilizzata la procedura descritta nel prossimo punto.
  3. Se è trascorso il secondo anno dal momento dello storno, i contributi non sono più disponibili sul conto. Occorrerà pertanto attivare una diversa e più lunga procedura che consentirà di poter riottenere le risorse per il pagamento che sono state trasferite in economia.

Tornando al pagamento ordinario, al termine dell'esercizio finanziario successivo a quello di pubblicazione degli elenchi degli ammessi e degli esclusi, i contributi residui non pagati non sono più disponibili sul bilancio dello Stato. Tali somme non sono perse in quanto iscritte tra le passività del patrimonio dello Stato (perenzione amministrativa) e potranno essere erogate entro i dieci anni successivi dietro richiesta di reiscrizione in bilancio del legale rappresentante dell'ente (pagamento di contributo in perenzione amministrativa). Si precisa che il pagamento potrà avvenire solo a seguito di emanazione di apposito decreto cumulativo di reiscrizione in bilancio da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze che metterà a disposizione le risorse necessarie. I decreti del MEF vengono emanati circa ogni tre mesi e nell'ultimo decreto dell'anno sono incluse le domande di pagamento pervenute entro il mese di agosto.

Il pagamento dei contributi sospesi avverrà a cura del Ministero del Lavoro solo se la comunicazione di sblocco o riammissione dell'Agenzia delle Entrate arriverà al Ministero del Lavoro prima della perenzione amministrativa delle risorse e completa delle modalità di liquidazione. In caso contrario il Ministero del Lavoro potrà procedere al pagamento solo dietro richiesta di pagamento da parte dell'Ente (vd. pagamento di contributo in perenzione amministrativa).

In questa sezione è possibile ottenere il modulo per richiedere il pagamento esclusivamente nei casi sopra descritti con carattere neretto.

Si ribadisce che circa il 95% dei pagamenti avviene per il tramite dell'Agenzia delle Entrate con versamento in conto corrente e nessuno delle richieste di liquidazione qui indicate consente di anticipare il normale iter di erogazione.

Qualunque richiesta effettuata in tal senso verrà archiviata senza avere seguito e senza comunicazione al mittente.

Per semplificare la compilazione della richiesta di pagamento del contributo del cinque per mille è stato predisposto un unico modulo nel quale è possibile scegliere il tipo di richiesta tramite un menù a tendina posto nell'oggetto della richiesta stessa.

Le informazioni per la sua compilazione sono contenute nell'apposito collegamento, tali istruzioni non dovranno essere trasmesse al Ministero.

La richiesta di pagamento deve soddisfare tre caratteristiche per poter essere accettata:

  1. deve riportare il timbro dell'ente nell'apposito spazio in alto a sinistra;
  2. deve essere firmata in originale dal legale rappresentante;
  3. deve essere allegata la fotocopia del documento di identità.

In particolare nel caso di carenza dei primi due requisiti le richieste di pagamento dovranno essere presentate nuovamente.

Se deve essere richiesto la liquidazione di contributi riferiti a più annualità dovrà essere presentata una richiesta di pagamento per ciascun contributo, anche se relativi alla stessa tipologia (es. dovranno essere presentate 2 richieste di liquidazione per gli anni 2007 e 2008 i cui contributi sono in perenzione amministrativa). Tali richieste potranno essere inviate al Ministero con un'unica raccomandata.

Non sarà accettata una richiesta di pagamento che si riferisce a più di un contributo.

Poiché i motivi per i quali non è avvenuto il pagamento possono essere molti si suggerisce l'inoltro di una e-mail con la descrizione del problema all'indirizzo Quesiti5perMille@lavoro.gov.it indicando l'anno di finanziamento, il codice fiscale e la denominazione dell'Ente, l'indirizzo e i recapiti telefonici /cellulare/fax.

Le richieste di pagamento vanno compilate digitalmente e stampate, quindi vanno trasmesse al Ministero del Lavoro scegliendo tra una delle seguenti modalità:

Raccomandata:
Al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Direzione Generale per il Terzo Settore e della responsabilità sociale delle imprese -Divisione I
Via Flavia, 6 - 00187 Roma
FAXATTENZIONE! il servizio non è attivo.
Il Ministero sta transitando verso una numerazione voip Skype con conseguente riassegnazione dei numeri
L'ufficio al momento non è dotato di fax. Verrà indicato il numero quando un nuovo fax sarà assegnato all'ufficio
Non utilizzare il vecchio numero in quanto assegnato a un funzionario di un'altra direzione senza alcuna competenze sul cinque per mille.
PEC (accetta solo email inviata da PEC a PEC)dgterzosettore.div1@pec.lavoro.gov.it


Modulo richiesta di pagamento

Istruzioni per la compilazione del modulo di richiesta di pagamento - 5 per mille