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Fondi di solidarietà

Con la Legge di Bilancio 2022 (Legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, commi 191-216), è stata emanata la Riforma degli Ammortizzatori sociali e, quindi, della disciplina contenuta nel D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148.

In particolare, il Legislatore prevede l'estensione del campo di applicazione dei Fondi di solidarietà di cui all'art. 26, comma 1, del D.Lgs. n. 148/2015 già costituiti ai datori di lavoro che occupano anche solo un lavoratore dipendente.

Inoltre, è previsto che i Fondi, già costituiti alla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2022, si adeguino alle nuove disposizioni entro il 31 dicembre 2022.

Al riguardo, è possibile consultare la Circolare MLPS n. 1 del 3 gennaio 2022 recante le "Prime linee di indirizzo in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro".

Peraltro, con la Circolare INPS n. 18 del 1 febbraio 2022 sono illustrate le novità introdotte in tema di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro ai sensi della Legge di Bilancio 2022 e del Decreto Sostegni ter.


Fondi di solidarietà istituiti


Disciplina fino al 31 dicembre 2021
L'istituzione dei Fondi di solidarietà bilaterali è prevista ha il fine di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria. L'istituzione dei Fondi è obbligatoria per tutti i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, in relazione ai datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti.

Al fine di istituire tali Fondi, le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale stipulano accordi collettivi e contratti collettivi, anche intersettoriali, aventi ad oggetto la costituzione dei Fondi di solidarietà bilaterali.
A seguito dell'accordo, con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, si provvede all'istituzione del Fondo presso l'INPS.
Oltre alla finalità di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria, i Fondi possono avere, altresì, le seguenti finalità:

  • assicurare ai lavoratori prestazioni integrative, in termini di importi o durate, rispetto alle prestazioni previste dalla legge in caso di cessazione del rapporto di lavoro, ovvero prestazioni integrative, in termini di importo, rispetto a trattamenti di integrazione salariale previsti dalla normativa vigente;
  • prevedere assegni straordinari per il sostegno al reddito, riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione all'esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni;
  • contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali o dell'Unione europea.

Per queste ultime finalità, i fondi possono essere istituiti anche in relazione a settori e classi di ampiezza dei datori di lavoro già coperti dalla normativa in materia di integrazioni salariali.

Nei riguardi dei datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti appartenenti a settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nell'ambito di applicazione della normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria e che non hanno costituito fondi di solidarietà bilaterali o fondi di solidarietà bilaterali alternativi di cui all'art. 27 del medesimo Decreto legislativo n. 148/2015, opera il Fondo di integrazione salariale (FIS).

Al fine di assicurare adeguate forme di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro per i lavoratori dei comparti per i quali non trova applicazione la normativa in materia di integrazione salariale, la Legge n. 92/2012 e, successivamente, il D.Lgs. n. 148/2015 hanno previsto l'istituzione, oltre che dei Fondi di Solidarietà Bilaterali, anche dei Fondi di Solidarietà Bilaterali Alternativi, in riferimento ai settori dell'artigianato e della somministrazione di lavoro, in considerazione dell'operare di consolidati sistemi di bilateralità e delle peculiari esigenze di tali settori.

Per tali Fondi, è prevista una funzione di controllo sulla corretta gestione e di monitoraggio sull'andamento delle prestazioni, sulla scorta delle disposizioni dettate da apposito decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, sentite le parti sociali istitutive dei fondi stessi.