Home / Temi e priorità / Disabilità e non autosufficienza / Focus on / Fondo nazionale per la non autosufficienza

Fondo nazionale per le non autosufficienze

Il Fondo nazionale per le non autosufficienze è stato istituito nel 2006 con Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 1264), al fine di garantire l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto il territorio nazionale con riguardo alle persone non autosufficienti.

Tali risorse sono aggiuntive rispetto alle risorse destinate alle prestazioni e ai servizi a favore delle persone non autosufficienti da parte delle Regioni nonché da parte delle autonomie locali.

Le risorse del Fondo (divenuto strutturale dal 2015 con legge n. 208) sono state nel tempo piu’ volte incrementate: 100 milioni di euro per l'anno 2007, 300 milioni per il 2008, 400 milioni per il 2009, 400 milioni per il 2010, 100 milioni per il 2011 (centrati sugli interventi a favore della SLA), 275 milioni per l’anno 2013, 350 milioni per l’anno 2014 e 400 milioni per l’anno 2015 di 150 milioni di euro annui a partire dal 2016 portando la disponibilità del Fondo complessivamente a euro 400 milioni e la sua dotazione è stata crescente: dai 400 milioni del 2016 ai 450 del biennio 2017-18 fino alle risorse del triennio 2019-2021, oggetto del Piano per la non autosufficienza adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21.11.2019, pari a 573,2 milioni di euro nel 2019, 571 milioni di euro nel 2020 e 568,9 milioni di euro nel 2021 che contengono risorse da dedicare alla progettazione relativa alla Vita Indipendente.

A seguito dell’articolo 1, comma 331, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, in base al quale lo stanziamento del Fondo è incrementato di 50 milioni di euro per l'anno 2020, è stato emanato il decreto direttoriale n. 37/2020 di riparto alle singole regioni.

Successivamente, con decreto legge 34/2020 ("D.L. Rilancio" convertito in legge 17 luglio 2020, n. 77) sono state introdotte misure a sostegno della ripresa del Paese dalla crisi determinatasi conseguentemente alla pandemia COVID-19 e, in particolare con l’articolo 104 comma 1 “lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze di cui all'articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è stato incrementato di ulteriori 90 milioni di euro per l'anno 2020 rispetto ai 571 già previsti (571+90= 661 milioni di euro). Di questi 90 milioni di euro, 20 milioni sono destinati alla realizzazione di progetti per la vita indipendente per persone con disabilità dai 18 ai 64 anni.” Gli aumenti stanziati sono finalizzati a specifiche finalità quali il potenziamento dell’assistenza, i servizi e per il sostegno di coloro che se ne prendono cura, in conseguenza della emergenza epidemiologica da Covid-19.

Inoltre, la dotazione prevista dal Piano nazionale per la non autosufficienza per il triennio 2019-2021 è stata incrementata ai sensi della Legge 30.12.2020 n. 178 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023 di 100 milioni fino a 668.900.000 di euro per il 2021, 667.000.000 euro per il 2022 e 665.300.000 di euro per il 2023.

Si ricorda che già nel 2013 sono state pubblicate le prime Linee Guida per la presentazione di progetti sperimentali in materia di vita indipendente e inclusione nella società delle persone con disabilità, al fine di orientare il lavoro delle istituzioni, in collaborazione con le associazioni rappresentative delle persone con disabilità, verso modelli di intervento condivisi in materia.

Con la Legge di Bilancio 2022 (Legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 168), il Fondo per le non autosufficienze è stato ulteriormente implementato per un importo pari a euro 100 milioni per il 2022, a euro 200 milioni per il 2023, a euro 250 milioni per il 2024 e a euro 300 milioni a decorrere dall'anno 2025.

I citati stanziamenti si inseriscono nell'ambito della graduale introduzione dei cosiddetti LEPS (livelli essenziali delle prestazioni sociali per le persone anziane non autosufficienti). Infatti, con la Legge di Bilancio 2022 è prevista la definizione ed il contenuto dei livelli essenziali delle prestazioni sociali per le persone anziane non autosufficienti, qualificando gli ambiti territoriali sociali (ATS), quali sedi dedicate alla programmazione, coordinamento, realizzazione e gestione degli interventi utili al raggiungimento dei LEPS.

I livelli essenziali delle prestazioni sociali sono costituiti dagli interventi, dai servizi, dalle attività e dalle prestazioni integrate finalizzati a garantire - con carattere di universalità su tutto il territorio nazionale - qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione, prevenzione, eliminazione o riduzione delle condizioni di svantaggio e di vulnerabilità (Legge di Bilancio 2022, art. 1, commi 159 e seguenti).

Mediante apposita intesa in sede di Conferenza unificata, su iniziativa del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro della Salute e con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, saranno definite le linee guida per l'attuazione degli interventi previsti e per l'adozione di atti di programmazione integrata, garantendo l'omogeneità del modello organizzativo degli ATS e la ripartizione delle risorse assegnate dallo Stato per il finanziamento dei LEPS.

I servizi socio-assistenziali volti a promuovere la continuità e la qualità di vita a domicilio e nel contesto sociale di appartenenza delle persone anziane non autosufficienti sono erogati dagli ATS nelle seguenti aree:

  • assistenza domiciliare sociale e assistenza sociale integrata con i servizi sanitari;
  • servizi sociali di sollievo per le persone anziane non autosufficienti e le loro famiglie;
  • servizi sociali di supporto per le persone anziane non autosufficienti e le loro famiglie.

Inoltre, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con l'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL), previa intesa in sede di Conferenza unificata, provvederà a definire strumenti e modelli di supporto, utilizzabili su tutto il territorio nazionale, diretti a realizzare gli interventi, le attività e i programmi di formazione professionale nonché i progetti formativi a favore dei familiari delle persone anziane non autosufficienti.

Da ultimo, si evidenzia che in sede di prima applicazione i LEPS individuati come prioritari nell'ambito del Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021- 2023, approvato dalla Rete della protezione e dell'inclusione sociale (art. 21 del D.Lgs. n. 147/2017), sono i seguenti:

a) pronto intervento sociale;
b) supervisione del personale dei servizi sociali;
c) servizi sociali per le dimissioni protette;
d) prevenzione dell'allontanamento familiare;
e) servizi per la residenza fittizia;
f) progetti per il "dopo di noi" e per la vita indipendente.

Infine, va segnalato che con il Decreto Direttoriale n. 98 del 9 maggio 2022, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha assegnato ai vari ambiti territoriali sociali in Italia le risorse economiche, legate al PNRR, al fine di favorire attività di inclusione sociale per soggetti fragili e vulnerabili, come famiglie e bambini, anziani non autosufficienti, disabili e persone senza dimora.

Per ulteriori dettagli, è anche possibile consultare l'Avviso pubblico 1/2022 PNRR - Next generation Eu - Proposte di intervento per l'inclusione sociale di soggetti fragili e vulnerabili.

 

Decreti di riparto: