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Brexit

23 gennaio 2020

La Brexit è il processo avviato dal referendum del 23 giugno 2016 quando la maggioranza dell'elettorato britannico ha espresso la volontà di porre fine all'adesione del Regno Unito (UK) all'Unione Europea (UE).

Tale processo è poi proseguito, a far data dal 19 giugno 2017, attraverso lo svolgimento dei negoziati per condurre il Regno Unito fuori dalla UE alla scadenza, inizialmente fissata al 29 marzo 2019 (due anni dopo la notifica del recesso), in base all'art. 50 del Trattato sull'Unione Europea.

Nel novembre 2018 è stato concordato tra UE e UK un iniziale accordo di recesso, ancor oggi considerato irrinunciabile per l'Unione Europea, ma il Parlamento inglese non ha mai ratificato l'accordo proposto da Theresa May, successivamente sostituita nel luglio 2019 dal Premier Boris Johnson.

L'originaria scadenza del recesso dalla UE è stata più volte modificata dal Consiglio europeo e il termine, precedentemente fissato al 22 maggio 2019 e stato poi calendarizzato al 31 ottobre 2019.

Il 25 luglio 2019, il nuovo Premier britannico Johnson ha annunciato sia la volontà di rispettare la data del 31 ottobre 2019 per il recesso dalla UE, sia di rinegoziare l'accordo di recesso.

In considerazione del continuo evolversi della situazione e il rischio di un "no deal", la UE ha comunque chiesto da tempo ai partner europei di predisporre misure di preparazione e di emergenza a tutti i livelli, per fare fronte alla possibilità di una uscita senza accordo o "no deal" del Regno Unito dall'Unione Europea, adottando una serie di proposte legislative nelle aree prioritarie.

L'Italia - in particolare - ha adottato il Decreto legge 25 marzo 2019, n. 22, convertito dal Parlamento nella Legge 20 maggio 2019, n. 41.

L’Unione Europea ha accettato la richiesta del Regno Unito di proroga della sua uscita dall’UE e ha concesso un’estensione fino al 31 gennaio 2020.

Le conclusioni del Consiglio Europeo di lunedì 4 novembre 2019 prevedono che il Regno Unito possa uscire prima di questa data, nel caso l’accordo di recesso sia ratificato. In tale eventualità, la Brexit avverrebbe il primo giorno del mese successivo a quello nel quale è avvenuta la ratifica.

In data 6 novembre u.s., è avvenuta la chiusura della Camera elettiva di Westminster e le elezioni anticipate britanniche sono già state fissate per il 12 dicembre p.v.

In data 8 gennaio 2020, il Capo Negoziatore europeo per l’uscita del Regno Unito dalla UE, Michel Barnier, ha confermato che i preparativi sono ben avviati ed il mandato verrà formalizzato subito dopo il recesso del 31 gennaio p.v. consentendo, presumibilmente, l’avvio del negoziato dal 1 marzo 2020 in poi. Nel mese di ottobre si punta invece a chiudere politicamente il negoziato e lanciare il processo di ratifica per gli accordi prioritari che si spera di riuscire a concludere prima della fine del periodo transitorio.

Barnier esclude che il Primo Ministro Johnson possa chiedere l’estensione del periodo transitorio poiché essa sarebbe politicamente in contrasto con le sue ambizioni di governo. Con il poco tempo a disposizione, pertanto, sarà essenziale concentrare gli sforzi della negoziazione sulle materie di competenza esclusiva della UE e su quelle per le quali non esistono strumenti alternativi di diritto internazionale, su cui contare nel caso le parti non definissero un intesa: il tema della parità di condizioni rivestirà comunque un’importanza particolare per l’equilibrio delle future relazioni.



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