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Integrazione Rom, Sinti e Caminanti

Il Progetto Nazionale per l’inclusione e l’integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti è nato nel 2013, nella cornice della Legge 285, attraverso un percorso condiviso assieme alle Città Riservatarie. 
A partire dal 2017, il Progetto per l’inclusione e l’integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti è finanziato e promosso nel quadro delle azioni del PON Inclusione, che ne sostiene l’attuazione nelle città metropolitane coinvolte.

Promotore del Progetto è il
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca (MIUR) e l’Istituto degli Innocenti, che ne ha curato, fin dal suo inizio, l’assistenza tecnico scientifica.

La cornice normativa che orienta il Progetto a livello italiano ha come principale riferimento la “
Strategia Nazionale d’inclusione dei rom, sinti e caminanti 2012 - 2020”, adottata dal Governo italiano in attuazione della Comunicazione della Commissione Europea n. 173/2011, che mira a una concreta attività di inclusione dei rom, sinti e caminanti, superando definitivamente la fase emergenziale.
Obiettivo generale della Strategia Nazionale è quello di promuovere la parità di trattamento e l’inclusione economica e sociale delle comunità RSC nella società, assicurare un miglioramento duraturo e sostenibile delle loro condizioni di vita, renderne effettiva e permanente la responsabilizzazione, la partecipazione al proprio sviluppo sociale, l’esercizio e il pieno godimento dei diritti di cittadinanza garantiti dalla Costituzione italiana e dalle Convenzioni internazionali.

Il
Progetto ha la finalità di favorire processi di inclusione dei bambini RSC, costruire una rete di collaborazione tra le città riservatarie (ex Lege 285) e promuovere la disseminazione di buone prassi di lavoro e di saperi.

La 
sperimentalità del Progetto si sostanzia nell’impianto organizzativo e nell’approccio di sistema (attivazione dei Tavoli locali e delle Equipe multidisciplinari a livello cittadino), nell’impulso dato all’ente locale affinché si riappropri delle problematiche dei minori RSC, in stretta collaborazione con l’istituzione scolastica, nell’attuazione di un unico progetto nazionale sviluppato su diversi territori, che hanno la possibilità di dialogare e confrontarsi, nel tentativo di fornire un sistema di valutazione comparabile, che accompagni in itinere gli interventi. Non ultimo, il fatto che il progetto, almeno in una sua parte, quella relativa alla scuola, sia indirizzato a tutti i bambini, gli insegnanti e le famiglie e non solo alla comunità RSC, e sia pensato come una risorsa condivisibile.
Operativamente, infatti, il Progetto si sviluppa con una serie di azioni concentrate nei due ambiti principali di vita dei bambini e adolescenti rom e sinti: la scuola e il campo/contesto abitativo, come meglio dettagliato nell’allegata scheda esplicativa.
Tra gli esiti positivi della sperimentazione vi sono il forte rafforzamento (e ampliamento) delle rete progettuale dei servizi a livello locale - scuole, servizi sociali e terzo settore - e la maggiore frequenza scolastica dei bambini RSC coinvolti. 

Per maggiore approfondimento
Si vedano i report: 
  • della prima attuazione su fondo 285;
  • della seconda attuazione sul primo triennio PON Inclusione.

L'Ufficio che se ne occupa
Divisione IV - Programmazione sociale. Segretariato della Rete della protezione e dell'inclusione sociale. Gestione e programmazione dei trasferimenti assistenziali. Politiche per l'infanzia e l'adolescenza