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Sostegno alla genitorialità

P.I.P.P.I - Programma di Intervento Per la Prevenzione dell'Istituzionalizzazione

Il Programma P.I.P.P.I. è il risultato di una collaborazione tra questo Ministero, il Laboratorio di Ricerca e Intervento in Educazione Familiare dell'Università di Padova, i Servizi sociali e di protezione e tutela minori nello specifico, come le cooperative del privato sociale, alcune scuole e ASL che gestiscono i servizi sanitari degli enti locali coinvolti.

Esso rappresenta il tentativo di creare un raccordo tra istituzioni diverse (Ministero, Università, Comuni) che condividono la stessa mission di promozione del bene comune, oltre che tra professioni e discipline degli ambiti del servizio sociale, della psicologia e delle scienze dell'educazione, allo scopo di fronteggiare unitamente la sfida di ridurre il numero dei bambini allontanati dalle famiglie.

Il Programma persegue la finalità di innovare le pratiche di intervento nei confronti delle famiglie cosiddette negligenti, al fine di ridurre il rischio di maltrattamento e il conseguente allontanamento dei bambini dal nucleo familiare d'origine, articolando in modo coerente fra loro i vari ambiti di azione coinvolti intorno ai bisogni dei bambini che vivono in tali famiglie, tenendo in ampia considerazione la prospettiva dei genitori e dei bambini stessi nel costruire l'analisi e la risposta a questi bisogni.

L'obiettivo primario è dunque quello di aumentare la sicurezza dei bambini e migliorare la qualità del loro sviluppo, secondo il mandato della Legge n. 149 del 28 marzo 2001.

L'acronimo P.I.P.P.I. intende rifarsi al personaggio televisivo di Pippi Calzelunghe, figura simbolica che esprime le infinite potenzialità dei bambini e le capacità di far fronte in maniera positiva alle difficoltà, grazie anche al sostegno delle reti sociali e dei legami affettivi, che può permettere loro di arrivare a un recupero nelle situazioni di vulnerabilità familiare.

L'esperienza propone linee d'azione innovative nel campo del sostegno alla genitorialità vulnerabile, scommettendo su un'ipotesi di contaminazione fra l'ambito della tutela dei "minori" e quello del sostegno alla genitorialità. In questo senso, essa si inscrive all'interno delle linee sviluppate dalla Strategia Europa 2020, per quanto riguarda l'innovazione e la sperimentazione sociale, come mezzo per rispondere ai bisogni della cittadinanza e spezzare il circolo dello svantaggio sociale.

L’implementazione della sperimentazione è partita dalla sperimentazione nel 2011-2012 nelle città italiane riservatarie della Legge 285/1997, passando dal 2014-2015 all’estensione agli ambiti territoriali appartenenti alle Regioni e alle Provincie autonome, con somme a valere sul Fondo per le politiche sociali. I numeri ci raccontano un aspetto della realtà, testimoniando la progressiva estensione che, nel corso degli anni, ha visto il coinvolgimento di numerosissime famiglie, bambini, ma soprattutto ha formato al metodo operatori e referenti locali. 

L’estensione è stata progressiva e, man mano, ha permesso la diffusione e il consolidamento di una metodologia che ha favorito un sapere condiviso e diffuso. 

Le Linee di indirizzo per l’intervento con bambini e famiglie in situazione di vulnerabilità 

I processi di messa a sistema e consolidamento hanno rafforzato il radicamento del metodo sui territori e ciò è stato istituzionalmente e definitivamente sancito dall’approvazione il 21 dicembre 2017, in Conferenza unificata, delle “Linee di indirizzo per l’intervento con bambini e famiglie in situazione di vulnerabilità”: l’approvazione di tale documento rappresenta un punto di svolta che ha messo a frutto e dato senso all’attuazione pluriennale del Programma P.I.P.P.I. e che, allo stesso tempo, ha dato un nuovo impulso e una nuova legittimazione istituzionale all’applicazione del metodo - sancito dal documento di indirizzo -nell’ordinarietà del lavoro dei servizi con le famiglie negligenti. Tale atto di indirizzo capitalizza l’esperienza sui territori della sperimentazione di P.I.P.P.I. e persegue la finalità di favorire un diffuso investimento nell’infanzia e nella genitorialità, promuovendo innovazione nell’intervento con le famiglie vulnerabili da parte del sistema dei servizi titolari di questa funzione, garantendone armonizzazione nelle diverse aree geografiche e nei diversi assetti organizzativi dei servizi presenti nel Paese.

Nato in seno al Tavolo ministeriale di coordinamento del suddetto programma, che ha visto la partecipazione della quasi totalità delle Regioni e Province autonome del nostro Paese e delle Città riservatarie del fondo 285 del 1997, il documento di indirizzo affronta, infatti, il tema degli interventi di cura e protezione dei bambini nel loro ambiente familiare, ponendo una attenzione particolare agli interventi finalizzati a prevenire l’allontanamento, in continuità ed integrazione con i contenuti delle Linee di indirizzo affido e di quelle sulle comunità di accoglienza. Le Linee di indirizzo hanno inteso delineare una visione condivisa dell’area dell’accompagnamento, identificando obiettivi trasversali e azioni che ne permettono il raggiungimento, fornendo orientamenti rispetto agli interventi rivolti alle famiglie che vivono in situazione di vulnerabilità sul nostro territorio, migliorando l’organizzazione ed il funzionamento dei percorsi di accompagnamento, definendo la governance nazionale e locale con l’obiettivo di sviluppare un sistema di interventi realmente ed efficacemente integrato.

Il Piano Sociale Nazionale 2018 - 2020, approvato dalla Rete della protezione e dell’inclusione sociale il 15 ottobre 2018 e oggetto di intesa in Conferenza Unificata il 31 ottobre 2018, ha previsto un vincolo di destinazione di una quota di almeno il 40% del Fondo per le politiche sociali, per gli interventi e i servizi sociali per l’infanzia e l’adolescenza. In questa quota vincolata è ricaduta anche la parte destinata a sostenere l’attuazione delle Linee di indirizzo per l’intervento con bambini e famiglie in situazione di vulnerabilità che, insieme alle linee di indirizzo sull’affido e a quelle sull’accoglienza nelle strutture residenziali, costituiscono il principale riferimento per l’attuazione delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza a valere sulle risorse del FNPS. Quindi, a partire dall’ottava edizione di P.I.P.P.I., il programma è sostenuto direttamente a valere sulle quote del Fondo nazionale politiche sociali e vede il coinvolgimento di tutte le Regioni che, annualmente, selezionano gli Ambiti territoriali sociali che aderiscono al percorso.

Il 30 aprile 2021, c’è stata l’approvazione del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) da parte della Commissione Europea: nella Missione 5, Inclusione e Coesione, M 5C2: Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore, l’Investimento 1.1. sostegno alle persone vulnerabili e prevenzione dell’istituzionalizzazione degli anziani non autosufficienti si declina in 4 categorie di interventi da realizzare da parte dei Comuni, singoli o in associazione (ATS). La prima riguarda P.I.P.P.I.: (i) interventi finalizzati a sostenere le capacità genitoriali e a supportare le famiglie e i bambini in condizioni di vulnerabilità e prevede il finanziamento di P.I.P.P.I. per tutti gli ambiti territoriali italiani per il periodo 2022-2027. 

Da ultimo, il 28 luglio 2021 è stato approvato il Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021-2023 da parte della Rete della protezione e dell’inclusione sociale, quale organismo di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali di cui alla L. 328/2000, che riconosce P.I.P.P.I. come Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali (LEPS), e a fine settembre la Conferenza Stato Regioni ha, a sua volta, approvato tale Piano. 

L’implementazione di P.I.P.P.I., a partire dalla fine del 2021, si configura pertanto come lo strumento più appropriato per garantire, dopo la fase di disegno e approvazione, l’ingresso nella fase attuativa del Piano e quindi l’attuazione del LEPS relativo a “rispondere al bisogno di ogni bambino di crescere in un ambiente stabile, sicuro, protettivo e ‘nutriente’, contrastando attivamente l’insorgere di situazioni che favoriscono le disuguaglianze sociali, la dispersione scolastica, le separazioni inappropriate dei bambini dalla famiglia di origine, tramite l’individuazione delle idonee azioni, di carattere preventivo, che hanno come finalità l’accompagnamento non del solo bambino, ma dell’intero nucleo familiare in situazione di vulnerabilità, in quanto consentono l’esercizio di una genitorialità positiva e responsabile e la costruzione di una risposta sociale ai bisogni evolutivi dei bambini nel loro insieme”.

Per questo insieme di ragioni, il triennio 2022-2024 vedrà la continuità del finanziamento sul Fondo Nazionale Politiche Sociali per 65 Ambiti territoriali sociali (ATS) all’anno, per il triennio di ripartizione del Fondo Nazionale Politiche Sociali (FNPS), e un finanziamento aggiuntivo per 400 ATS derivante da fondi del Piano Nazionale di ripresa e Resilienza (PNRR), dove ognuno di questi 400 ATS potrà accedere al finanziamento per tre volte nel periodo 2022-2024.


Studi e Statistiche

 

L'Ufficio che se ne occupa

Direzione Generale per la Lotta alla povertà e per la programmazione sociale

Divisione IV - Programmazione sociale. Segretariato della Rete della protezione e dell'inclusione sociale. Gestione e programmazione dei trasferimenti assistenziali. Politiche per l'infanzia e l'adolescenza

Dginclusione.divisione4@pec.lavoro.gov.it