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Decontribuzione per assunzioni

A partire dal 1° gennaio 2018, ai datori di lavoro privati che assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti (D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23), è riconosciuto, per un periodo massimo di 36 mesi, l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali, nel limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua (Legge di Bilancio 2018, Legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 100-108  con la particolare deroga dell’esonero dal versamento dei contributi pari al 100% nella fattispecie di cui al comma 893).

La suddetta decontribuzione, limitatamente alle assunzioni eseguite entro il 31 dicembre 2020, è stata riconosciuta con riferimento ai soggetti che non avevano compiuto il 35° anno di età.

Successivamente, in tema di incentivi all’assunzione, la Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1, commi da 10 a 15) ha riconosciuto l’esonero contributivo di cui alla Legge di Bilancio 2018 (art. 1, commi da 100 a 105 e 107, L. 27 dicembre 2017, n. 205), che spetta nella misura del 100% per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato venutesi a determinare nel biennio 2021-2022 per un periodo massimo di 36 mesi e nel limite di 6.000 euro annui.  Detta agevolazione produce i propri riflessi nei confronti dei soggetti che alla data della prima assunzione incentivata non abbiano ancora compiuto il 36° anno di età. Tale incentivo è esteso a 48 mesi per le assunzioni in sedi produttive ubicate in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. Peraltro, in deroga a quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2018, l’esonero contributivo in discussione spetta ai datori di lavoro che non abbiano proceduto nei 6 mesi precedenti l’assunzione, né procedano nei 9 mesi successivi, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo oppure a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

Per le assunzioni di donne lavoratrici che comportino un incremento occupazionale netto nel biennio 2021-2022, in via sperimentale, l’esonero contributivo di cui all’art. 4, commi da 9 a 11, della Legge 28 giugno 2012, n. 92, è riconosciuto nella misura del 100% nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui (Legge di Bilancio 2021, art. 1, commi 16-19).

La Legge di Bilancio 2021 (art. 1, commi 161-169) ha previsto misure anche per sostenere l’occupazione e l’attività imprenditoriale nel Sud d’Italia.

Infatti, viene estesa al 31 dicembre 2029 l’agevolazione contributiva per l’occupazione in aree svantaggiate, c.d. Decontribuzione Sud, introdotta dal cosiddetto Decreto Agosto (Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni in Legge 13 ottobre 2020, n. 126, art. 27). 

L’esonero contributivo è modulato come segue:
  • 30% dei complessivi contributi previdenziali da versare fino al 31 dicembre 2025;
  • 20% dei complessivi contributi previdenziali da versare per gli anni 2026 e 2027;
  • 10% dei complessivi contributi previdenziali da versare per gli anni 2028 e 2029.

Da ultimo, la Legge di Bilancio 2022 (Legge 30 dicembre 2021, n. 234) ha introdotto ulteriori e specifici incentivi all’assunzione rispetto a quelli ancora vigenti secondo la Legge di Bilancio 2021.

In particolare, per i contratti di apprendistato di primo livello per la qualifica e il diploma professionale, per  il diploma di istruzione secondaria superiore e per il certificato di specializzazione tecnica superiore, stipulati nell’anno 2022, è riconosciuto ai datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze fino a 9 addetti uno sgravio contributivo del 100% con riferimento alla contribuzione per i periodi maturati nei primi 3 anni di contratto, fermo restando il livello di aliquota del 10% per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al terzo (art. 1, comma 645, Legge di Bilancio 2022).

Al fine di promuovere interventi diretti a salvaguardare l’occupazione e ad assicurare la continuità all’esercizio delle attività imprenditoriali, alle società cooperative, costituite dal 1° gennaio 2022, è riconosciuto, per un periodo massimo di 24 mesi dalla data di costituzione della cooperativa, l’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro nel limite massimo di 6.000 euro su base annua riparametrato e applicato su base mensile (art. 1, comma 253, Legge di Bilancio 2022).

Inoltre, è, infine, disposto  l’esonero contributivo di cui all’art. 1, comma 10, della legge di bilancio 2021, per il periodo 2021/2022 e nella misura del 100% per 36 mesi entro i 6.000 euro annui, in favore dei datori che assumono a tempo indeterminato lavoratori subordinati, indipendentemente dalla loro età anagrafica, da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso la struttura per la crisi di impresa di cui all’articolo 1, comma 852, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 119, Legge di Bilancio 2022).