
Nei 15.565 contratti di produttività attivi al 15 luglio 2026 cresce il peso degli obiettivi di qualità (presenti in 8.321 contratti) e la previsione di misure di welfare aziendale (in 10.233 contratti). Il report del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali relativo alla procedura di deposito telematico dei contratti attivata dal decreto interministeriale 25 marzo 2016 evidenzia una crescita dei due indicatori rispettivamente del 5 e del 3,6 per cento rispetto allo stesso mese del 2025, pur confermando il primato in termini assoluto degli obiettivi di produttività (presenti in 12.806 contratti) all’interno dei contratti depositati. Sono 9.853 i contratti che si propongono di raggiungere obiettivi di redditività e 1.381 quelli che prevedono un piano di partecipazione.
Il premio medio annuo riconosciuto agli oltre 4,2 milioni di lavoratori coperti da un contratto di produttività (4.241.031) supera i 1.800 euro (1.815,43 euro), con una crescita rispetto a dicembre 2025 di 210,19 euro. Su queste somme - riconosciute ai dipendenti del settore privato, titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato e con un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80mila euro nell’anno precedente - si applica da gennaio 2026 un’aliquota di tassazione pari all’1% fino a un massimo di 5.000 euro lordi, per effetto della detassazione e dell’innalzamento del tetto massimo previsti dall’ultima Legge di Bilancio. Si ricorda che i premi collegati ai contratti che prevedono premi di risultato e partecipazione agli utili di impresa avevano già beneficiato di una riduzione dell’aliquota dal 10 al 5% con la Manovra per il 2023 (articolo 1, comma 63, della Legge n. 197/2022); la misura era stata poi confermata nella Manovra per il 2024 (articolo 1, comma 18, Legge n. 213/2023) e prorogata dalla Legge di Bilancio per il 2025 (articolo 1, comma 385, Legge n. 207/2024).
I contratti depositati e attivi a metà luglio rientrano in modo preponderante nella tipologia “contratto aziendale” (13.354), con una quota residuale di contratti territoriali (2.211). Quest’ultima tipologia, rispetto allo stesso periodo del 2025 registra una forte contrazione in termini assoluti (-21,7%), al contrario della componente aziendale che cresce del 3,4 per cento. In totale, nell’archivio ministeriale, sono depositati 126.466 contratti, il 12,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. In termini di dimensione aziendale, i 15.565 contratti attivi sono per il 47% relativi a imprese con meno di 50 dipendenti. La quota restante si divide tra le aziende con almeno 100 dipendenti (38%) e quelle di fascia intermedia con numero di dipendenti compreso tra 50 e 99 (15%).