Come funziona e quanto costa?

Come funziona la Previdenza Complementare?

La previdenza complementare serve a costruire — nel corso della vita lavorativa — una pensione aggiuntiva rispetto a quella pubblica.

Quando aderisci a un fondo pensione complementare, accumuli nel tempo un capitale che potrà trasformarsi — al momento del pensionamento — in una rendita periodica oppure essere erogato in capitale,  anche prima del pensionamento, nei limiti e secondo le regole della normativa vigente.

Cosa puoi versare:

  • Il tuo Trattamento di Fine Rapporto (TFR): se scegli di destinarlo al fondo pensione, invece di mantenerlo in azienda.
  • I contributi personali volontari: versamenti aggiuntivi che decidi di effettuare oltre al TFR.
  • Il contributo del datore di lavoro: nei casi in cui il tuo contratto — collettivo o aziendale — lo preveda.

Cosa succede nel tempo

Le somme versate (TFR, contributi personali e — se previsti — contribuzione del datore di lavoro) vengono investite dal fondo in strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, fondi comuni, ecc.). Tu puoi scegliere la “linea di investimento” che preferisci secondo il livello di rischio: ad esempio garantita, obbligazionaria, bilanciata o azionaria.

Nel corso degli anni, il capitale così accumulato cresce — idealmente — grazie ai rendimenti degli investimenti.

Al momento del pensionamento, quel capitale viene erogato come integrazione alla pensione pubblica e può essere convertito in rendita o richiesto, in tutto o in parte, come capitale, anche prima del pensionamento nei limiti e secondo le regole della normativa vigente.

Questo consente di integrare la pensione obbligatoria e avere una maggiore sicurezza economica una volta in pensione.

Quanto «costa» e quali benefici fiscali offre

Deducibilità dei contributi:

  • In linea generale, i contributi versati alla previdenza complementare sono deducibili dal reddito complessivo fino a un massimo di € 5.300,00 all’anno.
  • Questo limite comprende sia i versamenti effettuati dal lavoratore sia quelli eventualmente versati dal datore di lavoro.
  • Sono inoltre ricompresi eventuali contributi versati dall'aderente a favore dei propri familiari fiscalmente a carico per la parte non dedotta da questi ultimi.
  • La deducibilità comporta un vantaggio fiscale immediato: le somme versate entro questo tetto non concorrono alla formazione della base imponibile IRPEF.

Lavoratori di prima occupazione:

  • Per i lavoratori di prima occupazione (successiva al 1° gennaio 2007), l’art. 8, comma 6 del D. Lgs. 252/2005 prevede una disciplina di favore.
  • Se nei primi 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare non è stato utilizzato interamente il plafond di € 5.300,00 annui, è possibile recuperare la deducibilità non sfruttata.
  • In questo caso, dal sesto al ventesimo anno di contribuzione, il limite massimo annuo di deducibilità può arrivare fino a € 7.950.

Trattamento del TFR:

  • La quota di TFR destinata alla previdenza complementare non rientra nei limiti di deducibilità (né in quello di € 5.300,00 né in quello maggiorato di € 7.950).
  • Questo perché viene versato dal datore di lavoro al fondo pensione in sospensione di imposta per essere tassato da quest'ultimo in fase di liquidazione.

Premio di risultato / premio di performance:

  • Se il lavoratore sceglie di destinare il premio di risultato alla previdenza complementare, tale importo per il biennio 2026-2027 (legge 30 dicembre 2025 n.199) non rientra nel reddito del lavoratore anche se si supera il plafond annuale di 5.300 euro.
  • Questo limite si aggiunge ai tetti ordinari di deducibilità previsti per i contributi (5.300,00 euro o 7.950 euro, a seconda dei casi), ampliando ulteriormente il vantaggio fiscale complessivo.
  • I contributi versati in sostituzione del premio di risultato non sono tassati neppure in sede di liquidazione della prestazione finale, ai sensi dell’art. 1, comma 184-bis, L. 208/2015.

Per convertire il premio di risultato:

  • Devi comunicare la tua scelta all’azienda nei tempi e con le modalità previste dal contratto o dall’accordo aziendale;
  • L’azienda segnalerà al fondo che si tratta di contribuzione sostitutiva del premio, assoggettata ad un regime fiscale diverso dai contributi ordinari;
  • Il fondo registrerà il versamento con un codice specifico dedicato.

In sintesi: convertendo il premio di risultato, investi l’intero importo lordo nel tuo fondo pensione, ottieni benefici fiscali aggiuntivi e rafforzi la tua posizione previdenziale, migliorando la pensione futura senza costi aggiuntivi.

Costi di gestione e impatto sulla pensione futura

  • Se il fondo pensione è di tipo contrattuale (ad esempio legato a un contratto collettivo nazionale o aziendale), i costi di gestione sono generalmente più contenuti rispetto ai fondi aperti o ai PIP (piani individuali pensionistici).
  • I costi incidono direttamente sull’importo finale della pensione complementare: un Indice Sintetico dei Costi (ISC) elevato può ridurre in modo significativo il montante accumulato nel tempo.
  • È quindi fondamentale confrontare le diverse soluzioni disponibili, valutando non solo i rendimenti, ma anche le commissioni applicate.

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