- Lasciare il TFR in azienda (o al Fondo Tesoreria INPS per aziende che superano la soglia dimensionale prevista dalla legge), dove continua a maturare secondo le regole ordinarie;
- Destinarlo a un fondo pensione integrativo, che investirà le somme per generare rendimenti nel tempo.
ll Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è una parte della retribuzione che il datore di lavoro accantona ogni anno per il lavoratore e che viene liquidata al termine del rapporto di lavoro.
Il TFR può seguire tre diverse destinazioni (clicca qui per consultare il testo della legge).
- rimanere in azienda o confluire nel Fondo Tesoreria INPS per aziende che superano la soglia dimensionale prevista;
- essere destinato a una forma di previdenza complementare, contribuendo alla costruzione di una pensione integrativa che si affianca a quella pubblica.
NOTA BENE: Aziende tenute al versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS per lavoratori che hanno scelto di non destinare il TFR alla previdenza complementare.
La Legge di Bilancio 2026 (art. 1 c. 203) ha esteso l'obbligo del versamento del "contributo" del comma 756 della L. 296/2006 anche ai datori che raggiungono la soglia dimensionale dopo l'avvio: per i periodi di paga dal 1/1/2026, nel biennio 2026-2027 a condizione che la media annua sia superiore o pari a 60 addetti; dal 1/1/2028 al 31/12/2031 la soglia dimensionale è di 50 addetti; dal 1/1/2032 l'obbligo si estende a tutti i datori con un numero di addetti pari o superiore a 40 (o che raggiungono tale soglia sulla base del numero medio di addetti dell'anno precedente)
La tua scelta:
Al momento dell’assunzione, se sei dipendente del settore privato, devi decidere come utilizzare il tuo TFR maturando. Le opzioni sono due:
Cosa accade se non scegli: il “Silenzio/Assenso”
Nel caso di mancata espressione di una scelta esplicita da parte tua nei tempi previsti, trova applicazione il meccanismo del silenzio-assenso, disciplinato dal D.Lgs. 252/2005, recentemente modificato dalla normativa, che rafforza il ruolo della previdenza complementare nella valorizzazione del TFR.
(clicca qui per consultare la normativa).
Tale meccanismo prevede che:
- Il TFR maturando viene automaticamente trasferito al fondo pensione di riferimento previsto dall'accordo sindacale aziendale o, in mancanza di questo, dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) o, in presenza di più fondi collettivi di riferimento, in quello a cui è iscritto il maggior numero di dipendenti in azienda;
- Se manca un fondo collettivo di riferimento, il TFR viene versato al fondo residuale individuato dalla normativa (FONDINPS fino al 30 settembre 2020, e dal 1° ottobre 2020 al "Fondo nazionale pensione complementare per i lavoratori dell'industria metalmeccanica, della installazione di impianti e dei settori affini" - "COMETA" - clicca qui per consultare il Decreto 31 marzo 2020, n. 85 ).
A seguito del conferimento automatico, risulterai iscritto al fondo pensione, con contribuzione piena (TFR, contributo lavoratore e contributo datoriale come previsti dagli accordi applicabili) con decorrenza dalla data di assunzione e con destinazione della contribuzione in percorsi o linee di investimento coerenti con il tuo profilo, tenendo conto dell'orizzonte temporale dell'investimento e della tua età anagrafica. In ogni momento avrai comunque la facoltà di modificare il comparto di investimento, l'ammontare dei contributi volontari, e dopo due anni, potrai anche trasferire la posizione ad altra forma pensionistica.
Il meccanismo del silenzio-assenso è concepito come uno strumento destinato a una gestione finanziaria finalizzata alla costruzione di una prestazione pensionistica integrativa. In particolare, per i lavoratori neoassunti, è fondamentale conoscere tempestivamente le opzioni disponibili e valutare la linea di investimento più coerente con il proprio profilo ed esigenze future.
Ricorda: Il meccanismo del silenzio/assenso è uno strumento per valorizzare al massimo il TFR, che diventa produttivo.
Se sei un lavoratore neo-assunto: scegli la linea di investimento che ti rappresenta di più compilando il questionario di autovalutazione inserito nel modulo di adesione.
Approfondisci il meccanismo qui: clicca qui per navigare la sezione dedicata sul sito della COVIP.


