Common ground 2

Durata: 30 mesi

Il progetto Common ground 2 - implementato in partenariato dalle Regioni Piemonte (capofila), Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Veneto, nei rispettivi ambiti territoriali - è finanziato con fondi FAMI - O.S. 2 - Migrazione legale/Integrazione per 15 milioni di euro.

L’obiettivo principale del Progetto è la prevenzione e il contrasto allo sfruttamento lavorativo, al caporalato, al lavoro sommerso e ad altre forme di lavoro irregolare, in tutti i settori lavorativi, attraverso interventi di protezione sociale attivabili nell’ambito dei servizi per il lavoro, promuovendo la legalità e il lavoro dignitoso e sicuro.

Il progetto è stato avviato in continuità con il precedente Common Ground, finanziato a valere sul PN Inclusione, al fine di proseguire le attività proficuamente avviate nelle Regioni partner.
Si prevedono, in particolare, le seguenti azioni:

  • lo sviluppo e il consolidamento della rete interistituzionale per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo;
  • il rafforzamento e il miglioramento dei sistemi e delle reti regionali e interregionali a trazione pubblica in materia di identificazione, protezione e assistenza ai Cittadini di Paesi Terzi vittime di sfruttamento lavorativo in tutti i settori (anche diverso da quello agricolo);
  • il potenziamento del livello di conoscenza e della capacità di azione (capacity building) degli operatori pubblici e privati coinvolti nella rete;
  • l’implementazione di interventi integrati e personalizzati di emersione, protezione, assistenza, orientamento, formazione e inclusione sociale, lavorativa e abitativa delle vittime e potenziali vittime di sfruttamento lavorativo;
  • la realizzazione di attività di sensibilizzazione destinate sia ai cittadini di Paesi terzi, per accrescere la loro consapevolezza rispetto ai diritti derivanti dall’ordinamento italiano, sia alla società civile.

I destinatari delle attività saranno 2.450 Cittadini di Paesi terzi (CPT), di cui 490 beneficeranno del servizio di orientamento professionale personalizzato. Si prevedono, inoltre, 180 operatori pubblici e privati coinvolti nelle fasi di emersione, assistenza, prevenzione e presa in carico delle vittime e potenziali vittime di sfruttamento e l’attivazione o il potenziamento di 67 Punti Unici di Accesso ai servizi territoriali.