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Cinque per mille

Con la Legge finanziaria per il 2006 (Legge 23 dicembre 2005, n. 266, articolo 1, commi 337 e ss.), è stata introdotta la  possibilità per il contribuente di devolvere il 5 per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche a soggetti che operano in settori di riconosciuto interesse pubblico per finalità di utilità sociale.

L'istituto del 5 per mille è stato regolarmente rifinanziato negli anni successivi, mentre con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri sono state emanate specifiche disposizioni riguardanti il riparto e la corresponsione delle somme e la loro rendicontazione da parte dei beneficiari.

Recentemente, le risorse finanziarie destinate alla distribuzione dei contributi derivanti dal 5 per mille sono state stabilizzate a decorrere dal contributo dell'anno 2015 con la Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità per il 2015). Ai sensi di quanto previsto dalla stessa Legge, il 7 luglio 2016 è stato emanato un nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per aggiornare e razionalizzare la disciplina con particolare riferimento all'erogazione, rendicontazione e trasparenza dei contributi riconosciuti agli enti beneficiari.

In attuazione dell'art. 9, comma 1, lett. c) e d) della Legge 6 giugno 2016, n. 106 recante "Delega al Governo per la riforma del Terzo Settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale è stato emanato il D.lgs. 3 luglio 2017 n. 111 disciplinante l'istituto del cinque per mille che ha demandato l'attuazione degli artt. 4, 5, 6 e 8 a un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. In assenza della definizione del citato d.p.c.m. attuativo del decreto legislativo, le procedure di accreditamento, di riparto ed erogazione del contributo del cinque per mille, continuano ad essere disciplinate dagli artt. 2 e 11 del d.p.c.m. 23 aprile 2010, come modificato e integrato dal d.p.c.m. del 7 luglio 2016 (consulta la nota n. 2106 del 26 febbraio 2019).

​I contribuenti possono destinare la quota del 5 per mille dell'Irpef a soggetti operanti nei seguenti settori:

  • volontariato (competente il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Direzione Generale del Terzo Settore e della responsabilità sociale delle imprese);
  • ricerca scientifica e universitaria (competente il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca);
  • ricerca sanitaria (competente il Ministero della Salute);
  • politiche sociali perseguite dai Comuni (competente il Ministero dell'Interno);
  • attività sportive a carattere dilettantistico (competente la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Ufficio per lo Sport con il supporto del CONI, salvo per gli anni 2006 e 2007);
  • attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici (competente il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il turismo- attività introdotta dall'anno 2012 con la legge 15 luglio 2011, n. 111);
  • sostegno alla gestione delle aree protette (competente il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - attività introdotta dall'anno 2018 con la Legge 4 dicembre 2017, n. 172).
     

Soggetti del volontariato

Fino al momento dell'attuazione della riforma del Terzo Settore, possono presentare domanda per il beneficio del 5 per mille dell'Irpef i seguenti soggetti:

  • ONLUS - Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ai sensi dell'art. 10 del D.lgs. 4 dicembre 1997, n. 460);
  • associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali (ai sensi dell'art. 7, commi 1, 2, 3 e 4, della Legge 7 dicembre 2000, n. 383);
  • associazioni e fondazioni che operano senza finalità di lucro nei settori indicati dall'articolo 10, comma 1, lettera a), del D.lgs 4 dicembre 1997, n. 460. 

A questo proposito è possibile consultare la circolare n. 56/E del 10 dicembre 2010 dell'Agenzia delle Entrate "Chiarimenti in merito ai soggetti destinatari della quota del cinque per mille dell'Irpef " e le successive intervenute sul sito dell'Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata al 5​ per mille.

La riforma del Terzo Settore dispone che potranno accedere al cinque per mille solo gli enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo Settore.

 

Come accedere al contributo del cinque per mille

A decorrere dall'esercizio finanziario 2017 è istituito un elenco permanente degli enti iscritti al cinque per mille che viene aggiornato, integrato e pubblicato sul sito dell'Agenzia delle Entrate, entro il 31 marzo di ciascun anno.
Per accedere al contributo annuale i soggetti indicati in tale elenco non devono presentare né la domanda di iscrizione né la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, salvo errori o per intervenuta variazione del legale rappresentante, a pena di decadenza del contributo.

Tutti gli enti non inseriti nell'elenco permanente che intendono accedere al contributo sono tenuti a presentare domanda di iscrizione con le modalità pubblicate sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

 Informazioni, elenchi e normativa di riferimento

 

Moduli per la richiesta di pagamento del contributo nei casi di: assenza di conto corrente, re-iscrizioni, storni, IGEPA e NoIBAN

Per consultare la documentazione degli anni non ancora aggiornati vai al sito archeologico.


La natura giuridica del contributo del cinque per mille

In merito alla qualificazione del contributo del cinque per mille, occorre ricordare tre provvedimenti giurisdizionali che ne hanno definito la natura giuridica.
Il primo è la sentenza n. 202/2007 della Corte Costituzionale, con cui viene esclusa la natura fiscale del beneficio del cinque per mille, non essendo quindi tali quote qualificabili come entrate tributarie. Il titolo di acquisto della quota del cinque per mille da parte dell'Erario, infatti, si trasforma a seguito della dichiarazione di volontà del contribuente che abbia deciso di destinare la quota al finanziamento ai soggetti da lui indicati, svolgenti attività ritenute meritevoli dall'ordinamento e inclusi in apposite liste. Lo Stato diviene, pertanto, mandatario necessario ex lege e deve corrispondere la somma ai soggetti indicati.
Il secondo provvedimento è il parere decisorio del Consiglio di Stato n. 2627/2011, reso nell'adunanza del 14 novembre 2012 in sede di ricorso straordinario, con il quale il cinque per mille non è qualificato come liberalità del cittadino, ma derivante da una scelta dello Stato di consentire la destinazione di una parte delle sue spettanze a enti che svolgono un ruolo sussidiario in materia di politiche sociali (per approfondimenti: Estratto della decisione del Consiglio di Stato Sezione II).
Il terzo provvedimento è la sentenza della Cassazione Civile Sez. Unite n. 24964/2017 che, sulla scia della sentenza della Corte Costituzionale n. 202/2007 ribadisce la natura non tributaria del beneficio del cinque per mille e ne deriva la non competenza rationae materiae del giudice tributario. Per effetto della scelta del contribuente infatti, la quota del 5 per mille perde la natura di entrata tributaria e assume quella di "provvista" versata obbligatoriamente all'erario per finanziare enti ritenuti meritevoli di sostegno economico.
In aggiunta, la sentenza, osservando come il potere esercitato dall'Amministrazione finanziaria abbia natura vincolata, esclude pure la competenza del giudice amministrativo, riferendo la questione a quello ordinario.

Approfondimenti

La riforma introdotta dalla Legge 190/2014 e dal d.p.c.m. del 7 luglio 2016.


Contatti
Per informazioni relative alla mancata o erronea erogazione del cinque per mille è possibile inviare un'email all'indirizzo Quesiti5perMille@lavoro.gov.it inserendo sempre il codice fiscale, l'indirizzo e i riferimenti email, telefonici e fax.

Per informazioni sulla rendicontazione delle spese relative al cinque per mille è possibile inviare un'e​mail all'indirizzo: Rendicontazione5perMille@lavoro.gov.it.

Per informazioni diverse dal cinque per mille inerenti la Divisione I del Terzo settore e responsabilità sociale delle imprese è possibile inoltrare email ordinarie all'indirizzo DGTerzoSettoreDiv1@lavoro.gov.it
e PEC all'indirizzo DGTerzoSettore.Div1@pec.lavoro.gov.it (la PEC accetta solo posta inoltrata via PEC e rifiuta le email ordinarie).

Si comunica che il Ministero è transitato verso un sistema telefonico Voip Skype e che sono state riassegnate tutte le utenze a una diversa numerazione, inoltre il servizio fax è attualmente disattivato in attesa dell'adeguamento al nuovo impianto.

Per informazioni sulla normativa sulle modalità di richiesta e sulla trasmissione dei documenti per l'accesso al contributo, sull'ammissibilità o esclusione dell'ente e sull'importo concesso nei diversi anni finanziari, sulle modalità di comunicazione delle coordinate del conto corrente per il versamento, si rimanda al sito dell'Agenzia delle Entrate.


Associazioni Sportive Dilettantistiche
Il Ministero del Lavoro non gestisce l'erogazione del 5 per mille a sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI. Per ogni informazione in merito, occorre rivolgersi all'Amministrazione competente, ovvero l'Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Via della Ferratella in Laterano, 51 - 00184 - Roma, tel. 06.6779.2595 (http://www.sport.governo.it/it/bandi-avvisi-e-contributi/5-x-mille/presentazione/).