Pubblicato in data 03/04/2026

Le imprese programmano circa 500mila assunzioni ad aprile, con una previsione di 1,67 milioni di contratti nel trimestre aprile-giugno. La domanda di lavoro rimane elevata, ma il 44,6% dei profili richiesti – pari a circa 223mila posizioni – è difficile da reperire soprattutto per carenza di candidati (27.7%) e mancanza di competenze adeguate (13.3%).

I dati sono forniti dal Bollettino Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del lavoro e delle politiche sociali grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro, cofinanziato dall’Unione europea.

Il settore dei servizi si conferma in crescita, con circa 340mila ingressi programmati nel mese di aprile (il 68% del totale) e 1,15 milioni nel trimestre (68.8%). Le maggiori opportunità si concentrano nei servizi di alloggio e ristorazione, commercio, servizi alle persone e servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio.

L’industria prevede circa 118mila ingressi nel mese (il 23% del totale) e 383mila nel trimestre (circa il 23%). 
Nel comparto manifatturiero si evidenzia un calo complessivo delle assunzioni previste (-4,1%). Le entrate programmate ammontano a circa 74mila nel mese e 238mila nel trimestre, con le maggiori opportunità provenienti dalle industrie meccaniche ed elettroniche, da quelle metallurgiche, alimentari e tessili, dell’abbigliamento e calzature
Anche il comparto delle costruzioni registra un leggero calo (-1,0%) con circa 45mila contratti ad aprile e 145mila entro giugno.

Nel settore primario le imprese prevedono l’ingresso di 42mila unità ad aprile (8,4% del totale) e di 131mila nel trimestre aprile-giugno (7,9%).

Per quanto riguarda le tipologie contrattuali, prevalgono i contratti a tempo determinato, che rappresentano il 63,3% delle entrate programmate, seguiti dai contratti a tempo indeterminato (17.1%).

Le difficoltà a trovare figure professionali si registrano maggiormente tra gli operai specializzati, in particolare addetti alle rifiniture delle costruzioni (quasi il 72%), meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori (70,6%), tecnici della gestione dei processi produttivi (68,3%) e tecnici in campo ingegneristico (65,7%). Criticità rilevanti si registrano anche per gli operai addetti ai macchinari dell’industria tessile e delle confezioni (67,5%) e per i tecnici della salute (63,9%). Nel settore primario il 41,1% dei profili è difficile da reperire, con criticità elevate tra dirigenti, professioni ad alta specializzazione, tecnici (54,5%), e tra gli impiegati e le professioni commerciali e dei servizi (51,1%).

I contratti destinati a lavoratrici e lavoratori immigrati rappresentano il 24,1% delle entrate programmate (121mila), mentre ai giovani under 30 è riservato circa il 28% delle assunzioni (139mila), soprattutto nei servizi finanziari e assicurativi, nei servizi informatici e delle telecomunicazioni e nel commercio.

A livello territoriale sono previste circa 160mila entrate nel Sud e Isole, 125mila nel Nord Ovest, 113mila nel Nord Est e 101mila al Centro.


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