Pubblicato in data 13/02/2026

Le imprese programmano circa 424mila entrate a febbraio, con una previsione di 1,4 milioni di contratti nel trimestre febbraio-aprile. La domanda di lavoro si mantiene sostenuta, ma il 46,6% dei profili richiesti – pari a 197mila unità – è difficile da reperire.

I dati sono forniti dal Bollettino Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del lavoro e delle politiche sociali grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro, cofinanziato dall’Unione europea.

Il settore dei servizi si conferma il principale motore della domanda di lavoro, con 274mila ingressi programmati a febbraio (il 64,7% del totale) e quasi 933mila nel trimestre (66,6%). Le maggiori opportunità si concentrano nei servizi di alloggio, ristorazione e turismo, nel commercio, nei servizi alle persone e nei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone.

L’industria prevede circa 123mila ingressi a febbraio (il 29% del totale) e 367mila nel trimestre (26,2%). Il comparto manifatturiero e delle public utilities programma 74mila entrate nel mese (17,5%) e 223mila nel trimestre (15,9%), mentre le costruzioni 49mila a febbraio (11,5%) e 144mila nel trimestre (10,3%). Nel manifatturiero, le opportunità maggiori riguardano le industrie meccaniche ed elettroniche, quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo e le industrie alimentari, delle bevande e del tabacco.

Nel settore primario sono previsti circa 27mila contratti a febbraio (6,3%) e quasi 102mila nel trimestre (7,3%), concentrati prevalentemente nell’agricoltura: quasi 10mila ingressi nelle coltivazioni ad albero (38mila nel trimestre) e oltre 8mila nelle coltivazioni di campo (circa 34mila nel trimestre).

Prevalgono i contratti a tempo determinato (circa 238mila, pari al 56,1%), seguiti da quelli a tempo indeterminato (85mila, 20,1%).

Le difficoltà a trovare figure professionali sono dovute soprattutto alla carenza di candidati (28,7%) e alla mancanza di competenze specifiche (14,1%). Criticità elevate si registrano tra gli operai specializzati (64,1%), in particolare addetti alle rifiniture delle costruzioni (73,3%), fabbri, meccanici, fonditori e saldatori, installatori e manutentori di attrezzature elettriche ed elettroniche, e tra i tecnici (51,1%), soprattutto della salute (60,9%), ingegneristici, della distribuzione, gestionali e informatici. Nel settore primario il 43,9% dei profili è difficile da reperire, principalmente per mancanza di candidati (31,0%), con criticità concentrate tra dirigenti, professioni ad alta specializzazione e tecnici e operai specializzati.

I contratti destinati a lavoratrici e lavoratori immigrati rappresentano il 24% delle entrate programmate, mentre ai giovani under 30 è riservato il 29% delle assunzioni, soprattutto nei servizi finanziari e assicurativi, nei servizi ICT, nel turismo, nei media e comunicazione e nel commercio.

A livello territoriale sono previste 122mila entrate nel Sud e Isole, 119mila nel Nord Ovest, 95mila nel Nord Est e 88mila al Centro. Nel Nord Est la difficoltà di reperimento interessa il 51,3% delle assunzioni programmate.


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