Bollettino Excelsior, 544mila assunzioni programmate a maggio
Pubblicato in data 08/05/2026
Le imprese italiane prevedono di attivare 544.100 contratti nel mese di maggio e oltre 1,7 milioni nel trimestre maggio-luglio. Rispetto allo stesso periodo del 2025 si registra una lieve flessione nella domanda di lavoro, che comunque rimane sostenuta. La difficoltà di reperimento dei profili cala al di sotto del 43% rispetto al 46,6% rilevato a maggio 2025.
I dati sono forniti dal Bollettino Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del lavoro e delle politiche sociali grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro, cofinanziato dall’Unione europea.
Il settore dei servizi si conferma il principale motore della domanda di lavoro, con 368mila entrate previste a maggio e 1,2 milioni entro luglio suddivise tra filiera turistica (129mila lavoratori ricercati a maggio), commercio (68mila nel mese) e servizi alle persone (57mila nel mese).
Il settore industriale prevede oltre 131mila assunzioni a maggio e 400mila nel trimestre. La maggior parte dei contratti riguarda il manifatturiero (81mila nel mese), soprattutto nei comparti meccanico‑elettronico (18mila nel mese), alimentare (14mila nel mese), metallurgico (14mila nel mese) e tessile‑abbigliamento (9 mila nel mese).
Le costruzioni programmano invece 50mila ingressi a maggio e 148mila nel trimestre.
Il settore primario programma oltre 45mila entrate a maggio e 129mila nel trimestre, principalmente concentrate nell’agricoltura e suddivise tra coltivazioni ad albero (con 19mila assunzioni previste nel mese) e coltivazioni di campo (14mila entrate nel mese). Il comparto dei servizi connessi all’agricoltura prevede 4mila nuovi ingressi a maggio e 11mila nel trimestre.
Per quanto riguarda le tipologie contrattuali, prevalgono i contratti a tempo determinato, che rappresentano il 63,5% delle entrate programmate, seguiti dai contratti a tempo indeterminato (15.5%).
La difficoltà di reperimento, in calo rispetto al 2025, riguarda il 42,9% delle posizioni offerte, pari a circa 234mila posti, soprattutto per carenza di candidati (26.2%) e per mancanza di competenze adeguate (13.2%); tali criticità risultano diffuse su tutto il territorio nazionale, con intensità maggiore nelle aree a più alta concentrazione industriale del Nord Ovest (46,4%) e del Nord Est (45,7%).
Alcuni comparti industriali evidenziano maggiori difficoltà di reperimento, tra questi le industrie del legno e del mobile (61,7%), la metallurgia (59,4%) e il tessile-abbigliamento (57,0%), oltre che nelle costruzioni (54,9%), dove la domanda di lavoro incontra maggiori ostacoli nel reperimento di profili idonei.
Tra le professioni più difficili da reperire emergono in particolare gli operai specializzati (il 55,5%), con punte che superano il 70% per meccanici, manutentori e fabbri ferrai. Criticità rilevanti si riscontrano anche per le professioni tecniche (difficili da reperire il 51,2%) e in particolare per tecnici della salute (65,9%), tecnici dei processi produttivi (62,5%) e figure tecniche in ambito ingegneristico (60,9%).
Nel settore primario risultano di difficile reperimento il 36,1% delle posizioni aperte. A riscontrare le maggiori difficoltà nel settore sono le posizioni nella categoria dei dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici (66,9%), tra le quali spiccano quelle aperte per tecnici dei rapporti con i mercati (92,1%).
Gli altri gruppi professionali tra i quali si riscontrano le maggiori difficoltà sono gli allevatori e operai specializzati della zootecnia (62,9%), il personale non qualificato addetto alle foreste, cura degli animali, pesca e caccia (56,2%), gli esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione (51,6%) e i conduttori di macchine agricole (51,3%).
I contratti destinati a lavoratrici e lavoratori immigrati rappresentano il 24,6% delle entrate programmate (134mila). I settori che ricorrono maggiormente a questa componente della forza lavoro sono il tessile-abbigliamento (41,4%), l’agricoltura (39,2%) e le costruzioni (34,5%).
Ai giovani under 30 è riservato circa il 29% delle assunzioni (157mila), soprattutto nei servizi finanziari e assicurativi (45.5%), nei servizi informatici e delle telecomunicazioni (43.3%) e nel commercio (39.3%).
Dal punto di vista territoriale, le maggiori opportunità di lavoro si concentrano nel Sud e Isole, con oltre 180mila entrate nel mese, seguiti dal Nord Ovest (131mila) e dal Nord Est (125mila), mentre il Centro (107mila) si attesta su livelli più contenuti.
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