Pubblicato in data 25/02/2026

Le imprese italiane, in 46 casi su 100, fanno fatica a coprire le posizioni lavorative ricercate. Parallelamente si allarga il bacino dei giovani potenzialmente impiegabili. In gran parte si tratta di studenti che non hanno ancora concluso il percorso di studi ma, nell'area degli inattivi (in aumento del 4% su base annua), figurano anche molti giovani che per vari motivi non riescono ad accedere alle opportunità occupazionali. 

È quanto emerge dal secondo Report del CNEL e Unioncamere, in collaborazione con Istat, il cui obiettivo è analizzare in modo sistematico le dinamiche del mercato del lavoro. In particolare, il report approfondisce il disallineamento tra competenze disponibili e fabbisogni occupazionali delle imprese sulla base dei dati Excelsior del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e di Unioncamere, affiancando all’analisi della domanda di lavoro focus specifici sulle caratteristiche dell’offerta elaborate da Istat. 
Il focus della seconda edizione è sulla condizione dei giovani nel mercato del lavoro.

Sulla base dei dati al terzo trimestre 2025 l’occupazione giovanile diminuisce del 3,5% su base annua. La contemporanea riduzione della disoccupazione (-4,7%) non si traduce in un aumento dell'occupazione: l’inattività cresce del 4%.
Le dinamiche in questa fascia demografica sono diverse:

  • Titolo di studio e territorio. Il calo dell’occupazione colpisce in modo particolarmente severo i laureati, concentrandosi soprattutto nelle regioni del Centro e del Nord. Al contrario, i diplomati mostrano una maggiore tenuta occupazionale, un dato coerente con la forte richiesta aziendale di figure tecniche e operative nel commercio e nei servizi.
  • Divario di genere. Nel terzo trimestre 2025 il tasso di disoccupazione maschile scende al 9,6%, mentre quello femminile sale all'11,4%. A questo si aggiunge un incremento della disoccupazione di lunga durata, che penalizza in particolar modo le giovani donne.
  • Più formazione o scoraggiamento. L’incremento degli inattivi riflette il prolungamento dei percorsi formativi, ma anche lo scoraggiamento nella ricerca di lavoro e le difficoltà di accesso alle opportunità occupazionali. Questo andamento segnala criticità nei processi di transizione verso il lavoro e una crescente distanza tra una parte della popolazione giovanile e il sistema produttivo. Anche se le imprese segnalano diffuse difficoltà nel reperire personale e persistono fabbisogni elevati in diversi settori - soprattutto nei servizi, nelle costruzioni e nelle professioni operative - una quota crescente di giovani resta ai margini del mercato del lavoro.
  • Disallineamento di competenze. Persiste un disallineamento tra le competenze disponibili e i profili richiesti dalle aziende, oltre a possibili criticità nell'orientamento e nell'incontro tra domanda e offerta di lavoro.
  • Il giudizio sul lavoro. Tra i giovani occupati (15–24 anni) circa l’80% si dichiara soddisfatto del proprio lavoro, anche se prevalgono giudizi di soddisfazione moderata, coerenti con percorsi lavorativi iniziali spesso caratterizzati da stabilità limitata e prospettive di crescita ancora incerte.

Per il secondo semestre 2025, sulla base dei dati Excelsior le imprese italiane hanno programmato 2,589 milioni di entrate. Il dato segnala un lieve rallentamento (-1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Le micro e piccole imprese restano il motore trainante della domanda di lavoro, mentre le aziende medio-grandi adottano strategie di assunzione più prudenti.

Rispetto ai profili professionali, la crescita della domanda si concentra esclusivamente sulle professioni qualificate nel commercio e nei servizi (+5,1%), che diventano il gruppo professionale più richiesto. Parallelamente calano le richieste per dirigenti (-20%), professioni intellettuali ad alta specializzazione (-12,4%), impiegati (-8,3%) e professioni tecniche (-4,2%).

Sul fronte del mismatch, nonostante un leggero miglioramento (48,4% nello stesso periodo del 2024), la difficoltà di reperimento resta elevata: le imprese faticano a trovare personale per il 46,1% dei contratti programmati.
Nell'intero 2025 la quota sale al 51% quando le imprese cercano laureati. Nel corso dello stesso anno, la quota di laureati under 30 ricercata dalle imprese è stata pari all'11% del totale delle entrate dei giovani.

Le maggiori difficoltà di reperimento dei profili si concentrano in tre comparti:

  • Costruzioni (oltre il 60% delle posizioni)
  • Industria metalmeccanica ed elettronica (59,2%)
  • Servizi informatici e telecomunicazioni (51,4%)

In generale, i tempi medi di reperimento si attestano a 4-5 mesi, con punte superiori a 6 mesi per specifici comparti manifatturieri e per l'edilizia.

 

Leggi il Report n.2 sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro in Italia
Approfondisci le informazioni su Excelsior