Franco, beneficiario ADI
Consiglia, moglie di Franco
Giulia, educatrice e prima case manager di Franco
Roberta, assistente sociale e attuale case manager di Franco
Progetto Utile alla collettività (PUC)
Per oltre vent’anni Franco ha lavorato come operaio in una vetreria. Un impiego stabile, una routine costruita nel tempo, la certezza di poter mantenere la propria famiglia. Poi, la crisi economica del 2008 ha cambiato tutto: l’azienda ha chiuso e, con essa, anche le prospettive di continuità lavorativa.
Prima la cassa integrazione, poi la disoccupazione. A Napoli, dove non ci sono altre realtà simili, e con un’età che rende più difficile rientrare nel mercato del lavoro, Franco si è trovato improvvisamente senza un punto di riferimento. Negli anni successivi ha cercato alternative, spesso precarie, talvolta mal retribuite o addirittura senza compenso. Ma nessuna è riuscita a restituirgli stabilità.
Franco, beneficiario ADI
Consiglia, moglie di Franco
Giulia, educatrice e prima case manager di Franco
Roberta, assistente sociale e attuale case manager di Franco
Progetto Utile alla collettività (PUC)
“Quando l’azienda è andata in fallimento, nel 2009, io sono andato in mobilità, ma per via dell’età nessuno mi prendeva. Altre vetrerie a Napoli non ce n’erano e ho cominciato a fare lavoretti saltuari per 20 euro al giorno. Sono andato anche a Bassano del Grappa insieme a un mio amico, perché sapevo che cercavano lavoratori, ma non mi pagavano e sono rientrato a Napoli”.
“Non si trattava solo di mettere il piatto a tavola; a fine mese l’affitto arrivava”, dice Consiglia, la moglie di Franco. Alle spese si aggiungeva la frustrazione di Franco per la responsabilità che sentiva nei confronti della famiglia, la sensazione di non poter contribuire a garantirle una vita serena, come racconta sua moglie: “Nei giorni in cui non lavorava, mio marito non lo riconoscevo più”.
La situazione economica instabile lo ha portato a fare richiesta di accesso alle misure di sostegno al reddito, che lo aiutano ad affrontare le spese quotidiane. Ma per Franco non è mai stata solo una questione economica.
Questa volontà è stata colta dall’educatrice Giulia Franza che ha riconosciuto in lui un forte desiderio di riscatto personale, nell’ambito del percorso di accompagnamento previsto dall’Assegno di Inclusione. È stato quindi pensato un suo coinvolgimento nei Progetti Utili alla Collettività (PUC) della settima municipalità del Comune di Napoli, in cui Franco si sarebbe occupato della manutenzione del verde pubblico.
Franco ha accolto subito con gioia la possibilità di svolgere un’attività concreta, a contatto con il territorio, che negli anni è diventata molto più di un semplice impegno: è stata un’occasione per rimettersi in gioco, per sentirsi parte della comunità, per dare valore alle competenze maturate in una lunga vita lavorativa.
Puntuale, affidabile, sempre presente, Franco ha portato avanti il suo incarico con serietà e dedizione, come racconta la sua assistente sociale Roberta, che aggiunge: “Nell’ufficio lo chiamiamo il gigante buono, perché è molto disponibile e accogliente”.
Per Franco il lavoro non è solo una fonte di reddito, ma uno strumento di dignità. È ciò che permette di sentirsi attivi, riconosciuti, parte di qualcosa.
“Uscire di casa, anche solo per poche ore a settimana, mi aiuta a tornare a casa più tranquillo”, dice Franco, e sua moglie aggiunge: “Da quando lavora nel PUC lo vedo più realizzato e più contento”.
Dopo anni segnati dall’incertezza e dal rischio di isolamento, il percorso nei PUC gli ha restituito proprio questo: una quotidianità fatta di impegno, relazioni e significato.
“Oggi Franco è una persona che sa di contribuire alla società, che sta facendo la sua parte: è quindi una persona più forte e più sicura di sé”, aggiunge Roberta.
Franco guarda alla sua esperienza con soddisfazione, non solo per ciò che ha ricevuto, ma per ciò che ha potuto restituire. Di questo ringrazia, insieme a sua moglie, l’Assegno di Inclusione e il supporto ricevuto dai servizi sociali di Napoli.



PUC Manutenzione verde pubblico
NA1-10 (Napoli)
Quota servizi Fondo Povertà
8 anni (di cui 6 già svolti)