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  • In occasione della Festa del Papà, l’INPS rende noti i dati elaborati da Save the Children. I dati confermano che nel 2024 l’utilizzo del congedo di paternità risulta stabile: oltre il 64% dei padri lavoratori dipendenti ha usufruito della misura. Il profilo dei beneficiari è piuttosto definito: la maggior parte dei padri ha tra i 35 e i 44 anni, un impiego stabile e a tempo pieno. La fruizione resta concentrata al Nord, dove vive il 59% dei padri che utilizzano il congedo (107.273). Al Centro risiede il 19% dei fruitori e al Sud il 22%.

  • L’INPS comunica l’avvenuta pubblicazione dell’Osservatorio statistico sull’Assegno unico e universale (AUU), che fornisce le informazioni statistiche sui beneficiari della misura e sui relativi valori economici con riferimento al periodo gennaio 2025-gennaio 2026. A gennaio 2026, sono stati erogati alle famiglie assegni per 1,6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 19,7 miliardi del 2025. 

  • Con la sentenza n. 144 del 15 gennaio 2026 il Tribunale di Milano ha ritenuto discriminatoria la pratica aziendale volta a escludere dalle selezioni per l’assunzione i cittadini extra-UE il cui permesso di soggiorno abbia una validità residua inferiore alla durata della missione lavorativa proposta. Secondo l’Autorità Giudiziaria, la scadenza imminente del permesso di soggiorno non può essere una barriera all’accesso al lavoro. Il datore di lavoro può e deve assumere il lavoratore straniero, solo verificando la regolarità del soggiorno, senza anticipare indebitamente oneri burocratici a carico del lavoratore. 

  • La Corte di Giustizia dell’U.E si è espressa in merito alla domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte costituzionale italiana con ordinanza del 27 febbraio 2024, con la quale si chiedeva di vagliare la compatibilità o meno della normativa italiana in materia di accesso all’Assegno sociale per gli stranieri extra-UE, con particolare riferimento al requisito del permesso di lungo periodo, e il principio di parità di trattamento garantito dal diritto dell’Unione. Al riguardo, la Corte ha ritenuto compatibile con il diritto U.E. subordinare la concessione di assegni “meramente assistenziali” (come l’Assegno sociale) a una condizione che attesti un certo grado di integrazione, come il possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo.

  • L’INPS fornisce una serie di utili informazioni in merito alle novità introdotte dalla legge di bilancio 2026 con riguardo al beneficio economico dell’Assegno di Inclusione. La novità principale riguarda la continuità del sussidio. Fino allo scorso anno, dopo i primi 18 mesi di erogazione, era obbligatorio uno stop di un mese prima di poter ricevere il rinnovo. Dal 1° gennaio 2026, questo mese di sospensione è stato eliminato. La durata del beneficio resta di 18 mesi per il primo periodo e di 12 mesi per i rinnovi successivi.

  • Con la circolare n. 20 del 25 febbraio 2026 l’INPS fornisce chiarimenti in ordine all’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale 3 luglio 2025, n. 94 che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 16, della legge 8 agosto 1995, n. 335 nella parte in cui non esclude, dal divieto di applicazione delle disposizioni sull’integrazione al minimo, l’assegno ordinario di invalidità liquidato interamente con il sistema contributivo.

  • Con il messaggio n. 637 del 23 febbraio 2026 l’INPS fornisce indicazioni operative introdotte dal decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, come modificato dal decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2025 n. 15, che ha riformato i criteri e le modalità di accertamento della condizione di disabilità, affidandola in via esclusiva all’INPS su tutto il territorio nazionale a partire dal 1° gennaio 2027.

  • Con il messaggio n. 640 del 23 febbraio 2026 l’INPS illustra le principali novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026 in materia di Assegno di Inclusione. In particolare, viene riformulato l’articolo 3, comma 2, del decreto-legge n. 48/2023, prevedendo che il beneficio economico dell’ADI sia erogato mensilmente per un periodo continuativo non superiore a diciotto mesi e sia rinnovabile, previa presentazione di apposita domanda, per ulteriori dodici mesi. Allo scadere di ciascun periodo di rinnovo di dodici mesi, il beneficio può essere nuovamente rinnovato, sempre previa presentazione della domanda. Viene meno l’obbligatorietà di un mese di sospensione prima di ciascun rinnovo.  

  • L’INPS ha pubblicato l’Osservatorio statistico sull’Assegno unico universale (AUU),  in riferimento al periodo gennaio 2024-dicembre 2025. In particolare, sono 6.305.023 i nuclei familiari che hanno ricevuto l’Assegno nel 2025, per un totale di 9.976.274 figli: l’importo medio per figlio a dicembre 2025, comprensivo delle maggiorazioni applicabili, si attesta su 174 euro e va da circa 58 euro per chi non presenta ISEE o supera la soglia massima (che per il 2025 è pari a 45.939,56 euro), a 224 euro per la classe di ISEE minima (17.227,33 euro per il 2025).

  • L’INPS informa che è stato presentato il nuovo Portale della Famiglia e della Genitorialità, primo progetto attuativo del modello di «Welfare per eventi della vita», pensato per accompagnare le persone lungo il percorso familiare attraverso servizi, informazioni e agevolazioni accessibili in modo semplice, integrato e personalizzato. L’iniziativa è stata sviluppata in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche della Famiglia, in coerenza con gli obiettivi del Piano Nazionale per la Famiglia 2025–2027.